Home Cronaca Verona, sessanta punti di sutura sul volto. “Lo rifarei”

Verona, sessanta punti di sutura sul volto. “Lo rifarei”

Un soccorso garbato nei confronti di una ragazzina finito con un lungo taglio sul volto. Poi il terrore della piccola vittima nei confronti degli aguzzini coetanei che da tempo la importunavano e di cui non voleva rivelare il nome.

Verona, il rider che salva la ragazza e viene sfregiato
Michele Dal Forno

Una storia in cui il senso civico primeggia sulle angheria. I protagonisti sono tre minorenni e un rider davvero speciale.

Interruzione a lavoro

“Se una persona è più debole e in difficoltà è giusto intervenire”

Non si pente Michele Dal Forno del gesto fatto e neanche si ritiene un eroe. Andava fatto e lo rifarebbe, nonostante la decina di punti a ricucire il lungo taglio che dal naso attraversa tutta la guancia sinistra.

L’aggressione si è svolta sabato sera.

Michele ha 21 anni, è uno studente universitario e anche uno dei rider che conclude le giornate di studio consegnando pasti caldi e fragranti nelle case dei concittadini.

Proprio in seguito ad una consegna fa per dirigersi verso il scooter.

Ma le voci di alcuni ragazzini che discutono animatamente ne richiamano l’attenzione.

Uno sfregio di cui vantarsi

Due maschi sembravano intimorire la ragazzina, che appariva terrorizzata.

Allora il rider si è avvicinato al gruppetto e ha chiesto alla minorenne se stesse bene.

Lei ha annuito, ma è scoppiata in lacrime.

Poi gli insulti sono arrivati anche anche al rider che aveva osato intrufolarsi nelle loro discussioni. Così ha chiesto il motivo delle offese.

A quel punto tutto è avvenuto a gran velocità e il giovane non ha avuto neanche il tempo di vedere il coltello sopraggiungere e di scostarsi.

Infatti il ragazzino di origini albanesi si è scaravantato contro lo sconosciuto colpendolo con un coltello al volto.

I due teppisti si sono dileguati lasciando l’una piangente e l’altro con il volto insanguinato.

La ragazza non voleva fare i nomi dei suoi aguzzini, da cui da tempo la famiglia tentava di proteggerla.

Poco dopo il ragazzino si sarebbe vantato coi coetanei di aver sfregiato al colto un italiano.