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Udine, arrestati due spacciatori, uno era rider per finta

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Nella giornata di ieri due pusher sono stati fermati dalle forze dell’ordine. Arrestati separatamente l’uno dall’altro e non si sa se i rispettivi affari siano correlati.

Udine, fermati due pusher, uno era un finto rider
Pusher

Due emarginati dalla vita sociale e lavorativa del Paese hanno intrapreso un “lavoro” illegale che richiede una certa dose di audacia. Ma, per uno di loro, è stata proprio la mancanza di sangue freddo ad insospettire gli uomini in divisa.

Il pusher a piedi

Nel pomeriggio del 22 marzo, a Udine, mentre erano indaffarati nei traffici illeciti, un 32enne e un 28enne sono stati arrestati.

I due uomini condividono la nazionalità pakistana, la mancanza di fissa dimora oltre all’assenza di alcuna fonte di reddito e sprovvisti del permesso di soggiorno. 

Erano già conosciuti alle autorità per precedenti specifici, che non sono stati resi noti.

Le mansioni pomeridiane del primo vanivano interrotte verso le ore 17.30.

L’uomo era stato avvistato dagli agenti in pieno centro, a piazzale Osoppo. Compresa subito la situazione, il 32enne ha iniziato a correre nel traffico, gettando via qualcosa che in seguito si è rilevato essere un pacchetto di hashish.

A rincorrerlo uno dei poliziotti, che dopo poco lo ha raggiunto. Ne è nato un breve tafferuglio, a cui sono seguite le manette.

Ad essere sottratti allo spacciatore anche 75 euro, in banconote di piccolo taglio, probabile entrate della vendita delle sostanze stupefacenti.

Il pusher in bicicletta

L’altro arresto è avvenuto poco dopo.

A insospettire i poliziotti un rider dallo zaino termico per il trasporto di cibi e bevande malandato, molto sporco e maleodorante, ma anche l’agitazione dell’uomo alla vista dei poliziotti.

Anche il 28enne ha asciato cadere qualcosa per terra. Era un pezzo di Hashish di 7 grammi.

Possedeva 90 euro, sotto sequestro.

Entrambi i pakistani si trovano agli arresti con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza al pubblico ufficiale inottemperanza all’ordine del questore di abbandonare l’Italia.