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Turchia, muore dopo 237 giorni di sciopero della fame

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L’avvocato per i diritti umani, Ebru Timtik, ha iniziato lo sciopero della fame come protesta affinchè ricevesse un processo equo.

Sciopero fame
Si è spenta lo scorso 27 agosto l’avvocato per i diritti umani Ebru Timtik (foto di Huffington Post).

La paladina dei diritti umani, Ebru Timtik, si è spenta nella giornata del 27 agosto dopo uno sciopero della fame durato per ben 237 giorni. La donna iniziò questa forma di protesta affinchè ricevesse un processo equo.

Nonostante il trasporto in ospedale per Ebru non ci sarebbe stato nulla da fare

A porre fine alla vita dell’avvocato dei diritti umani, membro del People Right Bureau (HHB), sarebbe stato un arresto cardiaco. La donna, inoltre, date le precarie condizioni, sarebbe stata trasferita dalla prigione di Silivri all’ospedale più vicino.

Purtroppo però per Timtik non ci sarebbe stato nulla da fare e così nel tardo pomeriggio del 27 agosto si è spenta. La morte di quest’ultima però ha generato un eco che è rimbalzato in tutto il mondo.

Infatti, la morte di Timtik ha riportato l’attenzione sul processo previsto in Turchia per il prossimo 21 settembre dopo una ventina di avvocati turchi saranno giudicati per terrorismo.

A portare la donna in carcere la sua battaglia a difesa dei diritti civili

Per quest’ultimi l’accusa è nata solamente per aver difeso a loro volta persone accusate di terrorismo. Inoltre, nel caso di Ebru, la donna sarebbe stata arrestata per il suo impegno nella difesa dei diritti civili in Turchia.

Quest’ultima, così come il suo collega Aytaç Ünsal, anch’esso arrestato ed in sciopero della fame, avevano chiesto alla Corte Costituzionale turca la richiesta di rilascio a scopo precauzionale, ma senza alcun successo.

La risposta della Corte sarebbe stata negativa in quanto non erano in pericolo di vita ne la loro integrità morale sarebbe stata compromessa.

L’incarcerazione dell’avvocato, inoltre, avrebbe generato numerose protesto come quella attuata dal Partito popolare repubblicano (Chp). Infine, anche il Consiglio nazionale forense italiano, ha espresso il proprio cordoglio per la perdita della paladina dei diritti umani.