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Torino, tentò di sgozzare la fidanzata con una bottiglia: condannato a 16 anni

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L’uomo era già stato in carcere per l’omicidio della sua ex fidanzata, avvenuto nel 2007.

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La nuova compagna aveva deciso di lasciarlo, scatenando la sua reazione violenta.

L’omicidio della ex e la condanna

Un efferato delitto quello che avvenne il 9 giugno del 2008 a Bergamo, quando Mohamed Safi, 37enne di origine tunisina, venne arrestato per l’omicidio della ex compagna: Alessandra Mainolfi, di 16 anni più giovane.

La donna era stata uccisa con due coltellate alla pancia, che non le avevano lasciato scampo. Dopo il delitto era stato lo stesso omicida ad allertare i carabinieri.

Per quell’omicidio, il 37enne venne condannato a 12 anni di carcere. 

L’aggressione alla nuova compagna e la condanna per tentato omicidio

Tre anni fa, Mohamed Safi è riuscito ad ottenere un permesso premio per lavorare in una cooperativa. È proprio così che conosce quella che diventerà la sua nuova compagna, una donna torinese, 6 anni più grande.

Nell’ottobre dello scorso anno, dopo aver scoperto il reale motivo della sua detenzione, la donna aveva deciso di mettere fine alla loro storia. 

Appena scesi dal tram, l’uomo ha afferrato una bottiglia rotta nel tentativo di sgozzare la compagna, che è riuscita a salvarsi grazie ad una pesante sciarpa che le copriva il collo.

Il 37enne l’ha quindi colpita con numerosi colpi al volto, che le hanno provocato profondi tagli al viso. Alcuni passanti sono riusciti a mettere in fuga l’aggressore e ad allertare i soccorsi.

La 43enne è stata poi sottoposta ad un delicato intervento chirurgico di ricostruzione maxillo-facciale.

Questa mattina, il Tribunale di Torino ha pronunciato la sentenza di condanna per Mohamed Safi. L’uomo, come riferisce anche Today, è stato condannato a 16 anni di carcere, con l’accusa di tentato omicidio.

Il giorno dopo l’aggressione, il 37enne aveva tentato di togliersi la vita, impiccandosi con un camice mentre era ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale Molinette.