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Torino, la dad a scuola: “Termosifoni spenti, così si gela”

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L’appello dei professori costretti a fare didattica a distanza nella scuola chiusa con le temperature sottozero.

Temperature da gelo, stamattina Torino era sotto zero.

La dad al freddo

La denuncia è stata fatta pervenire dal sindacato Cub, all’istituto Russell Moro Guarini, per far conoscere le condizioni in cui svolgono il proprio lavoro alcuni insegnanti delle scuole a Torino.

E stamattina la città piemontese era sotto zero.

Le classi sono senza studenti, in attesa che si riaprano i cancelli in sicurezza. Loro sono casa perché perché sia alle superiori che alla scuola serale, si è applicata la didattica a distanza. Per ora questo è l’unico modo di fare lezione.

In altre parole proprio perché mancano gli alunni, il riscaldamento non viene attivato.

Tuttavia per quanto a Torino oggi la colonnina della temperatura segnalasse sotto lo zero, ai docenti del Russell Moro Guarini è stata fatta richiesta di tornare in classe.
E lo hanno fatto a cominciare da ieri, corredati di sciarpe, cappotti e cappelli, per combattere il freddo pungente di aule vuote e fredde.

La dirigente scolastica

A richiedere il rientro in “classe” la dirigente, che ha diffuso la richiesta mediante una circolare.

Questo è quanto si legge su Repubblica, che riferisce come i sindacati, tramite Cosimo Scarinzi della Cub Scuola abbiano scritto sia alla dirigente stessa che alla direzione scolastica regionale per avere spiegazioni.

“Quale colpa devono espiare gli insegnanti?”.

Le difficoltà in questo tipo di didattica sono molte, una delle quali è stata esposta da Milena De Maria un’insegnante di matematica del serale al Guarini di via Salerno.

Lei nella fascia serale per alcune ore di lezione dovrà necessariamente essere in classe per collegarsi a distanza con i suoi studenti.

Ma l’insegnate spiega che questo tipo di lezioni sono ‘asincrone’, cioè possono essere seguite anche in un momento diverso essendo molto tardi.

Ovviamente il freddo in classe la sera sarà ancora più pungente.

Senza contare che nel caso dell’insegnante serale le lezioni terminano oltre l’orario che impone il coprifuoco.

Inoltre occorre ricordare che fino ad a oggi gli insegnati dell’istituto comprensivo hanno potuto seguire le lezioni stando nelle proprie abitazioni.

Tranne quando si rendeva necessaria la loro presenza per laboratori o per altre necessità. Questo è accaduto fino alle vacanze di Natale.

Tutte queste motivazioni hanno spinto gli insegnanti a scrivere alla dirigente per modificare la circolare che prevede il loro rientro anticipato di una settimana, rispetto alla ripresa della didattica a distanza.

Considerando inoltre che le scuole sono rimaste vuote e senza riscaldamento dall’inizio dell’autunno.