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Torino, denuncia i vicini perché fanno festa: “sono più di 6”

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La delazione comincia a colpire i condomini, a Torino viene richiesto l’intervento dei carabinieri: “Sono più di 6”. In realtà era tutto in regola.

Torino, vicino chiama i carabinieri perché il vicino ha più di 6 persone a casa
Torino, vicino chiama i carabinieri perché il vicino ha più di 6 persone a casa

Nonostante le rassicurazioni del Premier Conte il primo episodio di “denuncia” del numero di convitati in un’abitazione privata è accaduto, e forse non sarà l’ultimo. I dettagli.

Richiede l’intervento dei carabinieri per controllare il vicino

Vivere in condominio non è mai stato facile, chi sta al piano di sopra e porta i tacchi alle ore più impensate, può far saltare i nervi all’inquilino del piano di sotto. Cosi come lo scuotere qualsiasi cosa dal balcone, sui panni stesi altrui.

Il condominio è la rappresentazione quotidiana del nostro modo di vivere ed essere.
Se prima ci si rivolgeva all’amministratore per le intemperanze sonore di qualcuno, in tempo di Covid le situazioni sono mutate. Si chiamano i carabinieri.
Perché lo spioncino della porta ha fatto la spia, sono entrate più di 6 persone e questo secondo le norme richieste è vietato.

Questo è quanto accaduto a Vinovo, fuori Torino, in questo caso un uomo ha chiamato i carabinieri con la ferma intenzione di denunciare il vicino di casa, reo di tenere una festa in casa con un numero di persone superiore a quanto disposto dal nuovo Dpcm.

Pronto l’intervento dei carabinieri per fermare “l’illecito”

Non sappiamo se il condomino ligio alle regole sia rimasto deluso dallo scoprire che in realtà, tutto nella casa controllata dai carabinieri si stava svolgendo secondo quanto richiesto: il numero dei partecipanti non superava le 6 unità come riporta anche Il Mattino.

Anzi che a garanzia di quello che ormai dovrà fare parte della nostra “normalità” tutti indossavano regolarmente una mascherina protettiva.

Resta alta da parte del governo l’attenzione nel voler fermare con ogni mezzo lecito, il diffondersi del coronavirus, a tal fine il Viminale ha inviato una circolare ai prefetti perché siano incrementati i e le attività finalizzate ad assicurare il rigoroso rispetto delle misure anti-Covid, cosi come sono riportate nel Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte il 13 ottobre.