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Tiziana Cantone, tre anni dalla morte della vittima di revenge porn

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L’anniversario della morte di Tiziana Cantone e la battaglia che ha portato alla legiferazione del Codice Rosso

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A tre anni dal suicidio della 29enne Tiziana Cantone, il Codice Rosso diventa legge. Un provvedimento arrivato in ritardo, dichiara la madre della vittima, che tuttavia si dice soddisfatta.

L’incubo di Tiziana Cantone

Tiziana Cantone è la 29enne napoletana che nel settembre 2016 si è tolta la vita, impiccandosi con un foulard, nell’abitazione in cui si era rifugiata con la madre. Un isolamento obbligato quello di Tiziana, che dall’aprile del 2015 aveva smesso letteralmente di vivere.

25 aprile 2015, infatti, è la data in cui alcuni video hard che la vedono protagonista finiscono in rete, prima tramite whatsapp, poi ovunque sul web. Dai video vengono tratti addirittura dei “meme“, che diventano virali, e che sfociano in parodie, canzoni, fotomontaggi, addirittura vendita di magliette, tazze, gadget.

Tiziana non prende per nulla bene la diffusione capillare dei video, e nel periodo successivo va in depressione. Desidera cambiare cognome, ma non ottiene il diritto all’oblio. Deve anche pagare 20 mila euro di spese processuali. Poi arriva il suicidio.

Tiziana e il revenge porn

La morte di Tiziana è stata un monito per legiferare una norma ad hoc, quella del revenge porn, anche per la madre si dovrebbe chiamare “norma Tiziana Cantone“.

Dal luglio 2019, infatti, il Codice Rosso è legge. Dopo il sì definitivo del Senato, il testo di legge ha modificato il codice penale, con alcune disposizioni di legge in materia di violenza sulle donne.

In tal proposito si è espressa la madre di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio, in un’intervista a quotidiano.net.

“Visto con gli occhi della mia Tiziana, è un provvedimento arrivato in ritardo: se questa norma ci fosse stata, forse la sua morte si sarebbe potuta evitare. Tuttavia sono soddisfatta, in questi tre anni mi sono battuta, come madre che ha perso sua figlia, per restituire alle donne offese la dignità e la verità”.