Home Cronaca Tetraplegico chiede suicidio assistito, Asl rifiuta: scatta la denuncia dell’associazione Luca Cosciato

Tetraplegico chiede suicidio assistito, Asl rifiuta: scatta la denuncia dell’associazione Luca Cosciato

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Il 42enne si è rivolto all’azienda sanitaria locale, che ha negato l’autorizzazione al suicidio assistito.

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L’uomo è rimasto tetraplegico dopo un grave incidente stradale, che lo ha bloccato in un letto, senza poter mangiare, muoversi o bere.

La richiesta del suicidio assistito

Ha chiesto alla sua Asl di competenza di poter ricorrere al suicidio assistito. A fare la richiesta un tetraplegico di 42 anni, da tempo bloccato in un letto dopo un drammatico incidente stradale.

Il sinistro, in cui è rimasto drammaticamente coinvolto, gli ha causato la rottura della colonna vertebrale. Il 42enne, come riferisce anche Tgcom24, non può più muoversi, né bere o mangiare.

Rimasto sempre cosciente in tutto questo tempo, ha maturato l’idea di voler ricorrere al suicidio assistito affidandosi alle disposizioni anticipate di trattamento. La Dat consiste nel rifiutare i trattamenti sanitari e fare ricorso solo alle cure palliative.

L’Asl di riferimento ha però negato la richiesta al 42enne e l’associazione Luca Coscioni ha annunciato un’azione legale contro l’azienda sanitaria locale.

La storia di Dj Fabo

Rimasto tetraplegico a seguito di un incidente stradale, Dj Fabo, nome d’arte di Fabiano Antoniani, morì grazie al suicidio assistito in una clinica svizzera, il 27 febbraio del 2017.

Fabiano era rimasto cieco e tetraplegico ed aveva quindi maturato la decisione di farla finita per porre fine alle sue sofferenze.

Ad accompagnarlo in quell’ultimo viaggio, Marco Cappato, esponente dell’associazione Luca Coscioni. La Procura di Milano lo accusò di aiuto al suicidio, reato punibile dai 5 ai 12 anni, dopo la sua autodenuncia e iniziò il processo, terminato il 23 dicembre dello scorso anno, con l’assoluzione di Marco Cappato, perché il fatto non sussiste.

“Sono finalmente arrivato in Svizzera, e ci sono arrivato purtroppo con le mie forze e non con l’aiuto dello Stato”

aveva scritto il dj nel suo ultimo post su Twitter, ricordando la mancanza di una legge in Italia per l’assistenza al suicidio.