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Tessuto ecosostenibile da alghe e funghi

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La moda ecosostenibile esiste e la sua produzione passa anche dalla produzione di tessuto sostenibile da materiali organici come alghe e funghi.

Tessuto ecosostenibile

Il tessuto ecosostenibile è il solo modo per rendere più ecologico il mondo della moda, partendo da materiali organici come alghe e funghi. I primi abiti frutto di un esperimento sono stati prodotti, partendo dalle foglie di ananas e scarti degli agrumi.

Rendere più ecosostenibile la moda

Il mercato della moda produce ogni anno 1,2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Questo a causa della continua ricerca di nuove formule, tessuti, per produrre. Si deve tutelare il pianeta, usando materiali di recupero, riciclando, usando materiali ecosostenibili. Alcune aziende stanno effettuando sperimentazioni sull’uso di materie prime alternative totalmente naturali per la creazione di vestiti e accessori.

Possono essere usate foglie di ananas, cactus, funghi e alghe, materiali spesso di scarto, che aiuterebbero a ridurre anche i rifiuti. Alcune aziende già producono piccoli quantitativi, ma ora anche grandi marchi low cost stanno iniziando le sperimentazioni di questi materiali come H&M ma anche marchi popolati come Hugo Boss. I tessuti nati sono:

  • piñatex: dalle foglie dell’ananas;
  • bloom: deriva dalle alghe, più precisamente da una schiuma estratta
  • orange fiber: nasce dagli scarti degli agrumi
  • mycotex: deriva dai funghi.

Altri impegni e nuovi materiali

Molte aziende non si limitano alla ricerca di tessuti ecosostenibili. Si stanno studiando dei materiali in grado d’assorbire l’anidride carbonica, partendo da vegetali come le alghe che già svolgono questo lavoro in natura.

Altri hanno creato materiali in grado di ricreare la fotosintesi clorofilliana. Una startup britannica partendo dalle alghe, ha creato un tessuto in grado di compiere questo lavoro mentre sono indossati.

Pare quasi un’idea futuristica degna del miglior film di fantascienza. Si cerca di ridurre gli sprechi di un settore molto inquinante e spesso poco attento alla natura, in grado di produrre 1,2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica l’anno.