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Tassista prende a pugni il passeggero: emerge la verità dietro il terribile gesto

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Il gesto del tassista che ha preso a pugni il passeggero ha fatto il giro del web, ma ora il protagonista della storia si difende e cerca di spiegare perché abbia reagito così

Tassista prende a pugni
Tassista prende a pugni il passeggero

Il tassista ora ha paura di perdere la licenza per quel gesto filmato dalle telecamere e denunciato. Ma perché lo ha fatto?

Passeggero picchiato dal tassista

E’ accaduto a Fiumicino dove un uomo ha sferrato un pugno in pieno volto ad un possibile cliente. Secondo le indiscrezioni il gesto sarebbe nato dopo la richiesta del cliente di attivare il tassametro per la corsa dall’aeroporto sino al centro città di Roma.

La vittima è un uomo di 60 anni appena atterrato da Madrid e che ha riportato una frattura al naso, con una prognosi di 30 giorni. Immediata la denuncia e l’identificazione dell’uomo, grazie alle telecamere della videosorveglianza.

Una scena che vede l’assistenza del servizio taxi far salire a bordo di quella vettura un clienti, mentre il tassista entra nella sua auto. Fuori il primo possibile cliente – quello colpito – che infastidito continua a battere sul vetro posteriore mentre cerca di ottenere informazioni in merito al suo netto rifiuto di quella corsa.

A quel punto il proprietario del taxi scende dall’auto e sferra un pugno all’uomo, lasciandolo a terra.

Il tassista racconta il perché del suo gesto

Stefano Miconi ora ha una grande paura di perdere la licenza per il suo gesto e ha rilasciato a Repubblica alcune parole, chiedendo scusa:

“voglio chiedere scusa a tutti, a partire dall’uomo che ho picchiato. poi ai miei colleghi, amministrazione e famiglia. sono dispiaciuto ho avuto una reazione ingiustificabile”

Lo stesso racconta che il passeggero era stato rifiutato già da un collega poco prima, proprio per la sua offesa alla categoria dei tassisti:

“ho sentito sbattere contro il vetro, continuava ad insultarmi e batteva con la mano…ho perso la lucidità”

Dopo aver sferrato il pugno è andato via e poi dopo due ore ha ricevuto la convocazione da parte della polizia:

“so di aver sbagliato e ora ho paura di perdere la mia famiglia e il mio lavoro. sono pronto a prendermi le responsabilità e chiarire tutto”