Home Politica PD, Stop alla riforma IVA, meglio tagliare il costo del lavoro

PD, Stop alla riforma IVA, meglio tagliare il costo del lavoro

CONDIVIDI

Taglio IVA, Premier Conte “chiama” la maggioranza, ma il PD stoppa

Il premier Giuseppe Conte «chiama» la maggioranza ad un cambio di posizione sulle linee guida per la scuola in vista della ripresa a settembre.

Le “spaccature” che si creano tra Pd, M5S e Iv sulle Elezioni Regionali non agevolano il compito del governo.

Il mese di luglio sul tavolo spuntano tre delicatissimi nodi sul tavolo: quello economico, quello dei fondi Ue, quello delle concessioni autostradali.

Il premier Conte vuole accelerare sia sul dl semplificazioni sia sulla «manovra» che comporterà un nuovo scostamento di bilancio.

Abbassamento dell’Iva per ridare spinta ai consumi, è quanto sottolineato dal Premier Giuseppe Conte ai cosiddetti Stati generali, ma al momento non c’è spazio per una diminuzione dell’Iva dato che il Tesoro sembra maggiormente orientato a dare precedenza agli Enti locali (regioni e comuni) ed al rifinanziamento sia della cassa integrazione che al Fondo di garanzia grazie al quale le PMI possono usufruire di prestiti fino a 25mila euro.

Sul taglio dell’IVA permangono i dubbi della maggioranza:

«Il premier Conte ci deve fare proposte concrete e con un cronoprogramma preciso.

Serve che ci spieghino perché l’Iva è diventata la nuova priorità.

Noi abbiamo costruito un programma di Governo su un’altra priorità».

Il capogruppo Dem alla Camera Graziano Delrio invoca lo stop del taglio dell’IVA e non nasconde di preferire interventi sul costo del lavoro.

Italia Viva punta su un intervento sull’Irpef.

I pentastellati preferiscono un provvedimento più strutturale e parlano di riforma del fisco, partendo da Irpef, Ires e Irap.

Si tratta di nodi che il Premier Conte e il Ministro Roberto Gualtieri sono chiamati a risolvere prima della costruzione del decreto economico che comporterà un ulteriore extradeficit che va dai 10 ai 20 miliardi.

Più di ampio respiro sarà la riforma del Fisco e quella Cassa integrazione, alla quale il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo è al lavoro in questi giorni.

Delrio, taglio IVA non è tra le priorità del Governo

Il taglio dell’Iva non è tra le priorità del Governo, se lo diventa, Il Premier Conte spieghi perché.

È quanto affermato dal capogruppo del PD alla Camera dei Deputati Graziano Delrio, che argomenta la proposta di tagliare l’IVA:

“Il Presidente del Consiglio ci deve fare proposte concrete e con un cronoprogramma preciso.

Nel programma di Governo in agosto abbiamo scritto che vogliamo abbassare il costo del lavoro, questa è la priorità.

[…] Bisogna capire come si fanno le cose e perché si cambiano le priorità”

ha precisato Graziano Delrio, in un’intervista su SkyTg24.

Su modello della Germania il Premier Giuseppe Conte vorrebbe procedere al

“taglio momentaneo”

dell’Iva per rilanciare e dare una spinta ai consumi ma Pd, Leu ed Italia Viva non sono d’accordo perché vogliono utilizzare le risorse per una riduzione del costo del lavoro.

Taglio IVA stop, Italia Viva: “abbassare le tasse sul lavoro”

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ritiene fondamentale

“abbassare le tasse sul lavoro”.

Sulla riforma delle tasse si è aperta una “spaccatura” ed un dibattito: il Premier Conte chiede di abbassare l’IVA, il PD preferisce interventi sul lavoro.

“Tutto ciò che riduce le tasse va bene, ma certo è fondamentale essere concreti ed efficaci agendo velocemente.

E, soprattutto, dobbiamo iniziare dal rinviare le scadenze che si possono rinviare, almeno al 30 settembre”

sottolinea il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

Lo stesso Renzi sottolinea che se dovesse indicare una priorità, bisognerebbe valorizzare la decontribuzione più che il reddito di emergenza.

“[…] riportiamo le persone a lavorare, altrimenti troppe strutture rimangono chiuse.

Decontribuzione, decontribuzione, decontribuzione: riportiamo le persone al lavoro, in sicurezza certo, ma al lavoro”.

Tra le priorità il leader di Italia Viva indica il sostegno al mondo del turismo. Occorrono interventi strutturali come la cancellazione dell’IMU sugli alberghi e dell’IRES per il 2020.