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Roma, stupro di gruppo su una 14enne adescata in chat: a processo tre giovani rom

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Rischiano una condanna per stupro di gruppo su una ragazzina 14enne adescata in una chat su Facebook tre giovani rom.

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Atteso un secondo processo per violenza sessuale per Mario Seferovic e Bilomante Maikon Halilovic, già condannati nel 2018 per lo stupro di due 14enni in un boschetto del quartiere romano del Collatino.

La prima condanna per stupro

Era il 10 maggio 2017 quando due giovanissime di 14 anni vennero adescate e stuprate in un bosco del quartiere romano del Collatino. Come riferisce anche Fanpage, per quella violenza vennero condannati a 6 e 5 anni di reclusione Mario Seferovic e Maicon Halilovic.

I due, di origini rom, furono accusati di violenza di gruppo aggravata. 

Seferiovic, che sui social si faceva chiamare Alessio il Sinto, aveva adescato una delle due vittime su Facebook. All’incontro la ragazza si presentò con un’amica.

Seferovic le costrinse a seguirlo in un boschetto, dove le legò ed abusò di loro, mentre il complice faceva da palo.

Il secondo processo

Seferovic e Halilovic rischiano ora un secondo processo per violenza sessuale di gruppo su una 14enne, adescata sui social.

Lo stupro risale a 3 anni fa, quando Mario Seferovic, adescò la sua vittima in chat. Dopo essersi scritti per alcune settimane, i due decisero d’incontrarsi a Setteville, Guidonia.

Con Seferovic, all’incontro si presentò anche il suo complice Halilovic ed un suo parente 22enne, Ibrajime Halilovic. La 14enne fu costretta a seguirli in un casolare, dove i 3 giovani la violentarono, insieme ad altre persone, riprendendo poi la violenza con il cellulare.

Prima di lasciarla andare, Seferovic, che sui social usava il nickname Alessio il Sinto, avrebbe minacciata la vittima, dicendole che sapeva dove abitava, e che, se avesse raccontato quanto successo, avrebbe fatto del male alla sua famiglia.

La ragazza, che in un primo momento ha scelto di non raccontare nulla, ha poi denunciato.