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“8 giugno è stato giorno X”: i modelli matematici hanno fallito. Parla il virologo Silvestri

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Studi Coronavirus, il virologo Guido Silvestri fa il punto sulla situazione

Il virologo senigalliese Guido Silvestri, Docente alla Emory University di Atlanta e tra i massimi esperti mondiali in tema di HIV e vaccini, da settimane si dice ottimista sul “futuro” del Covid-19.

“Va bene essere scettici sull’affermazione (fatta sulla base di osservazioni clinico-laboratoristiche) secondo cui COVID-19 sta diventando più lieve”,

commenta il virologo.

Il giorno X è stato l’8 giugno quando avremmo dovuto avere 151.000 malati in terapia intensiva, invece sono stati registrati 286.

Dopo la fase 2 e la fase 3 non c’è alcun segno di quel ritorno della pandemia che certi esperti davano per scontato.

Coronavirus: i modelli matematici hanno fallito

I modelli matematici hanno fallito: i dati mostrano che sono stati

“inadeguati a prevedere l’andamento reale dell’epidemia”,

ha sottolineato Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta.

Visti i sacrifici durissimi compiuti dagli italiani durante il lockdown è giusto ammettere che i modelli matematici hanno fallito e non saranno più usati per prendere decisioni politiche.

L’ultimo bollettino conferma che i dati stanno calando: scende il numero totale dei ricoverati in terapia intensiva per Covid-19 in Italia, che sono ormai al 7,0% del valore di picco.

È sceso anche il numero dei ricoveri ospedalieri totali (da 5.002 a 4.864, quindi di altre 138 unità), mentre i casi attivi totali sono scesi da 35.877 a 35.262.

Studi Coronavirus: calo dei contagi dopo le riaperture

Le riaperture di maggio non hanno portato ad una impennata dei contagi.

“Sappiate che, non appena si riapre, i casi sicuramente saliranno.

Di poco se riapriamo un po’, tantissimo se riapriamo molto”,

avevano preavvisato gli autori dei modelli matematici.

Altri esperti avevano detto che il virus avrebbe avuto un andamento stagionale.

Coronavirus: la situazione negli USA

Situazione sotto controllo anche negli Stati Uniti d’America:

“La nostra mortalità per 100mila abitanti è 19,7, il che vuol dire la metà di quella riscontrata nel Veneto dell’ottimo Andrea Crisanti (39,9)”,

sottolinea lo stesso virologo.

“Interessante notare che in Florida, stato dal lockdown minimo, la mortalità per 100mila abitanti è ancora più bassa (12,6)”.