Home News Strategia zero covid, cos’è la proposta suggerita al governo

Strategia zero covid, cos’è la proposta suggerita al governo

CONDIVIDI

In molti la considerano una tattica vincente. Lo pensa anche Nino Cartabellotta, tanto da suggerirla caldamente a Mario Draghi.

Gimbe richiesta al governo Covid-19
iStock

Il presidente della Fondazione Gimbe si appella in modo accorato al governo e indica un metodo che si è rivelato vincente in altri Paesi.

2 3 settimane di lockdown ferreo

L’arrivo delle dosi registra dei ritardi. Al momento il numero complessivo è di un terzo rispetto all’ammontare totale stabilito per il primo trimestre.

Pertanto, per recuperare il divario e il passo tra compagnia vaccinale pianificata e fattuale, ogni settimana dovrebbero arrivare 1,45 milioni di dosi (oltre alle sono 600.000 recapitate).

Ma ciò che desta maggior preoccupazione tra gli esperti e anche in Cartabellotta è l’attecchire delle varianti nella popolazione italiana.

Infatti l’istituto superiore di sanità ha rilevato che la variante inglese si è diffusa in 14 regioni.

Secondo i dati della fondazione degli ultimi giorni, tra il 10 e il 16 febbraio, la pandemia non è incline ad alcuna flessione: sono una dozzina le regioni dove il virus aumenta la propria incidenza.

In particolare modo, se è vero che i numeri parlano di una certa stabilità nei contagi su grandi numeri e territori estesi, non è così se si tiene conto delle situazioni particolari; allora emerge che per 17 provincie la curva dei contagi è in crescita del 5% nell’ultima settimana.

Il presidente della fondazione fa sapere come i timori sono fondati: tra gli over 80 solo il 5,9% è stato vaccinato e solo il 2,7% ha ricevuto la seconda dose di siero.

L’appello è quindi a lavorare su più fronti, perché il solo lockdown, già attuato e ripetutamente, non è stato efficiente.

La carta vincente

Così indica la strategia Zero Covid.

La tattica consiste in una prima fase di lockdown rigoroso, coadiuvata da aiuti economici statali per sopperire all’impossibilità di molti di lavorare.

Segue una seconda fase, checonsiste invece in un monitoraggio scrupoloso e puntuale del virus, in modo da isolare gli individui infetti ed evitare lo scoppio di focolai.

È il metodo che la Germania sta adottando e che si è già rivelato vincente in Nuova Zelanda, Australia, Cina e Vietnam.