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Strategia Ue anti Covid: arriva la difesa della biodiversità

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La Commissione europea ha iniziato una consultazione pubblica a proposito della Strategia per la biodiversità relativa al 2030.

Consultazione pubblica aperta fino al 2 dicembre.

Difendere la biodiversità

Si fanno valutazioni sulla gestione dei Recovery Fund e siamo entrati da poco nella seconda fase della pandemia.

La Commissione europea ha iniziato un percorso di ascolto che resterà aperto fino al 2 dicembre, a proposito della Strategia per la biodiversità relativa al 2030.

Si sta definendo, nella scelta operata dalla Commissione, come il preservare la biodiversità che oggi ha forte rilevanza in economia.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nell’esporre la strategia di quest’anno ha spiegato:

”Rendere la natura di nuovo sana è essenziale per il nostro benessere fisico e mentale”.

Ursula Von Der Leyen ha inoltre sottolineato come il rispetto e la tutela della biodiversità siano necessari nella battaglia contro i cambiamenti climatici e le epidemie.

Esiste un profondo vincolo tra pandemia e l’aver minato la biodiversità. Quanto è accaduto in Danimarca e, anche in parte in Europa, compresa l’Italia, con il massacro di visoni, deve condurre ad una difesa rigorosa della biodiversità.

Ridotta la fauna selvatica

Si legge sul Huffingtonpost.it, che, dalle analisi del World Economic Forum è emerso che più della metà del prodotto interno lordo mondiale dipende dalla natura.

Partendo dai prodotti alimentari, alle materie prime, per toccare i medicinali e i servizi ecosistemici, come impollinare le colture, tutto passa attraverso la necessità di arrivare a un mondo coeso e sostenibile.

Disboscamenti senza precedenti hanno mandato in fumo in soli 5 anni, 50 milioni di ettari di foresta e ridotto gli animali selvatici del 60%.

Sono un milione le specie animali che vanno incontro all’estinzione.

L’Europa, con la Strategia per il 2030, mira ad attuare progetti dove la biodiversità venga elevata di livello, facendola entrare nei conti pubblici, grazie ad obiettivi chiari e obbligatori da raggiungere.

Entro il 2030 si dovrà provvedere a eliminare l’uso dei pesticidi del 50% e i fertilizzanti minimo del 20%. Mentre il 25% dei terreni agricoli dell’UE avrà come coltivazione prodotti biologici.