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La storia di Giovanni Gottardi, salvato da 2 passanti dopo un incidente: “Si è svegliato dal coma”

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Il ragazzo ha avuto un arresto cardiaco a soli 19 anni, mentre si trovava in sella al suo scooter.

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Due istruttori di difesa personale della scuola di polizia di Peschiera del Garda gli hanno salvato la vita.

L’incidente e i soccorsi

Ha avuto un arresto cardiaco che gli ha fatto perdere i sensi, mentre stava guidando il suo scooter.

In quell’istante Giovanni Gottardi, studente 19enne dell’Istituto tecnico scientifico di Verona, ha rischiato di morire.

Fortunatamente proprio in quel momento erano di passaggio due persone che gli hanno letteralmente salvato la vita.

“Sembrava morto, non si muoveva, non aveva nessuna funzione, solo un rantolo profondissimo e spaventoso ci ha fatto capire che era vivo”

hanno raccontato Sara Vacca, istruttrice di difesa personale alla scuola di polizia di Peschiera del Garda e suo marito, Fernando Marverti, anche lui istruttore.

I due coniugi, che in quel momento stavano rientrando a casa dal supermercato, hanno deciso di fermarsi e prestare soccorso a quel ragazzo che sembrava ormai morto.

Sara e Fernando però non si sono persi d’animo ed hanno allertato il 118. L’operatore gli ha spiegato i tempi del massaggio cardiaco, in attesa che arrivasse l’ambulanza, giunta nel giro di 5 minuti.

Il risveglio

Giovanni è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Verona. Dopo 5 giorni in coma, il ragazzo finalmente si è svegliato dal coma.

A salvargli la vita è stato il massaggio cardiaco effettuato da quei due “angeli”, come li chiama il suo papà, Stefano, sindacalista della Uil.

Il giorno dell’incidente, Giovanni era stato a casa di un amico. I genitori lo aspettavano per cena, ma il ragazzo non è mai tornato a casa.

Dopo diverse chiamate sul cellulare, i genitori avevano capito che era successo qualcosa. Suo padre è sceso in strada e quando ha visto i lampeggianti e la sagoma di suo figlio sull’asfalto, si è sentito quasi svenire.

“Mi è crollato il mondo addosso, ho provato tutti i sentimenti di un padre e mi è passata la vita davanti”.

Poi Stefano ha capito che, se suo figlio aveva ancora una speranza di farcela, era solo grazie a Sara e Fernando.

“È solo grazie a loro se oggi ho di nuovo mio figlio, ha subito diversi interventi, ma è vivo, ha ripreso conoscenza”

ha raccontato il papà di Giovanni.

Il ragazzo ha già avuto modo di conoscere i suoi angeli custodi in videochiamata.

Le restrizioni in atto al momento non consentono altro, ma la promessa è che quando Giovanni si sarà ripreso, potranno conoscersi di persona.