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Stefano Cucchi, la sentenza d’Appello: due carabinieri condannati a 13 anni per il pestaggio

Per il terzo militare coinvolto nella vicenda è stato invece deciso un lieve sconto di pena.

condanne Stefano Cucchi

Le parole di Ilaria Cucchi, che ha commentato la sentenza di condanna.

La vicenda di Stefano Cucchi

Era il 15 ottobre del 2009 quando Stefano Cucchi, geometra romano, venne fermato da 5 poliziotti all’ingresso del parco degli Acquedotti.

Il ragazzo aveva con sé poco più di 20 grammi di hashish, tre confezioni con una singola dose di cocaina e un medicinale per l’epilessia, di cui soffriva.

Esattamente una settimana dopo Stefano Cucchi sarebbe morto all’ospedale Sandro Pertini di Roma.

Le indagini e le condanne in Appello

I primi a finire sotto processo per la morte del geometra romano furono, nell’ottobre del 2009, 3 agenti di polizia penitenziaria: Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Dominici.

Con loro, furono iscritti nel registro degli indagati anche tre medici del reparto di Medicina Protetta dell’ospedale Sandro Pertini, dove Stefano morì.

Nel dicembre del 2014 il processo si chiuse con l’assoluzione dei 3 militari e del primo medico che visitò Stefano Cucchi al suo arrivo in ospedale.

Nel 2015, su richiesta della famiglia di Stefano, parte un secondo processo.

Nel gennaio 2017 per i Carabinieri Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco viene chiesto il rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale e abuso di autorità.

L’8 aprile di due anni dopo Francesco Tedesco rivela i nomi degli autori materiali del pestaggio: i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. 

I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma hanno condannato a 13 anni i due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. L’accusa è di omicidio preterintenzionale.

Roberto Mandolini ha avuto un lieve sconto di pena – come riferisce anche Tgcom24 – passando da 4 anni e mezzo a 4 anni.

Confermati i due anni e 2 mesi per Francesco Tedesco, accusato di falso, come Mandolini.

“Il mio pensiero va a Stefano e ai miei genitori che oggi non sono qui in aula. E’ il caro prezzo che hanno pagato in questi anni”

ha detto la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi.