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Stato di emergenza, il premier Giuseppe Conte chiede la proroga: opposizioni contrarie

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Il premier Giuseppe Conte chiederà la proroga dello stato di emergenza. Previsto per questo pomeriggio l’incontro in Parlamento.

giuseppe conte

Intanto le opposizioni, capeggiate dal leader della Lega, si dicono già contrarie alla decisione del presidente del consiglio, Giuseppe Conte.

La richiesta di Conte

Il premier Giuseppe Conte chiederà al Parlamento la proroga dello stato d’emergenza coronavirus. Come riferisce anche Tgcom24, la decisione spetterà prima al Senato, poi alle Camere.

In serata, intanto, è prevista la riunione del Comitato interministeriale per gli Affari europei sul Recovery fund.

È atteso invece per questo pomeriggio il conferimento in Parlamento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il premier riferirà sulla situazione del Paese e chiederà la proroga della stato di emergenza, fino al 31 ottobre.

Il temine attuale è previsto per il 31 luglio. La proroga servirebbe per garantire una maggior rapidità di esecuzione in caso si verificasse un’altra situazione emergenziale, come quella dei mesi scorsi.

Il no delle opposizioni

All’interno della maggioranza esistono posizioni differenti, nonostante sia stato poi raggiunto l’accordo sul 31 ottobre come termine della proroga.

Idea condivisa anche dal partito di Matteo Renzi, Italia Viva, che finora si era sempre schierata contro l’ipotesi di prolungare lo stato di emergenza.

Le opposizioni sono invece nettamente contrarie alla richiesta di Giuseppe Conte. In primis, il leader della Lega, Matteo Salvini.

“Non c’è un’emergenza sanitaria in corso e chi vuole prorogare lo stato di emergenza è un nemico dell’Italia. Noi non li facciamo uscire dall’Aula, ci stanno loro chiusi, gli italiani meritano respiro e libertà”,

ha detto il leader del Carroccio. Anche Forza Italia, tramite le parole della Gelmini, ha annunciato di non voler accettare la proroga.

Sileri ha invece rassicurato sull’obiettivo di un prolungato stato di emergenza.

“Non cambia nulla rispetto a quello che stiamo facendo oggi”

ha detto il viceministro della Salute.