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Stato di emergenza in Albania: la faglia è lunga 85 chilometri. Aumentano i morti e i dispersi

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E’ stato di emergenza in Albania con il crollo di tantissimi edifici e le ricerche dei dispersi che non si fermano da ieri. Ecco la situazione aggiornata

Stato di emergenza in Albania
Stato di emergenza in Albania

La situazione in Albania è fuori controllo tanto da dichiarare lo stato di emergenza. I morti salgono a 28

La situazione dopo il terremoto in Albania

Il Paese è in ginocchio dopo il terribile terremoto che lo ha colpito con scossa di magnitudo 6.0 seguito poi da altre – almeno 100 – scosse di assestamento.

Il Paese ha proclamato lo stato di emergenza per un mese nelle aree di Durazzo e Thumane che sono le zone maggiormente colpite. Qui tantissime persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie e da ieri i soccorritori non si fermano per cercare di salvare quante più vittime possibili.

Ad ora i morti sono saliti a 28, i dispersi dichiarati sono ancora 15 e i feriti più di 700: anche i soccorritori stanno rischiando la vita non solo per nuove scosse di assestamento ma crolli che potrebbero verificarsi durante le ricerche.

Il dato è impressionante e la corsa contro il tempo sta diventando man mano una conferma che – forse – non troveranno più alcuna persona sopravvissuta a questi crolli.

Il sisma ha creato una faglia lunga 85 chilometri che mette in ginocchio il Paese, ora devastato. La stessa ha provocato il terremoto del 26 novembre e si estende da Durazzo a Lushnje:

“appartiene a strutture responsabili della deformazione e accavallamento di insediamenti”

Gli aiuti e le ricerche

Le squadre di Vigili del Fuoco italiani stanno scavando e aiutando i soccorritori:

“stanno lavorando da martedì sera senza fermarsi, è una situazione molto difficile”

Come da comunicazione del responsabile dei pompieri proprio dove è crollata una palazzina di quattro piani a Durazzo:

“qui ci sono sei dispersi, due donne un uomo e tre bambini”

Con affollamento da parte dei familiari per avere notizie dei dispersi. Il Premier Rama ringrazia per la solidarietà italiana  – e non solo -:

“conte è stato il primo leader internazionale a telefonarmi e darmi tutta la sua disponibilità”