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Pensi più agli altri che a te? Potresti soffrire della sindrome della crocerossina

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Sei una persona fortemente altruista? Forse troppo? Ecco di quale sindrome potresti essere vittima senza nemmeno saperlo

Sindrome della crocerossina, le caratteristiche
sindrome della crocerossina

Si parla di sindrome della crocerossina, quando una donna si prende cura del partner o di una persona a cui vuole bene, mettendo in secondo piano il proprio benessere a quello altrui. Si prende cura degli altri, trascurando se stessa, con la convinzione che possa curare tutte le ferite e i mali di chi la circonda.

Tale sindrome può anche colpire gli uomini, i genitori – ad esempio – che, magari, si svegliano prima la mattina per assicurarsi che suo figlio – seppur grande – si svegli in tempo per andare a scuola o che lo controlli per capire se ha fatto o meno i compiti.

Chi soffre di tale sindrome cerca sempre di rendere la vita facile a chi gli sta intorno: un altro esempio è la casalinga che si assume tutte le responsabilità in casa in modo che marito e figli non debbano preoccuparsi di nulla. Un altro caso è quello in cui si vede un membro di una coppia che assume tutti i doveri e prende le decisioni e giustifica la mancanza di impegno o di coinvolgimento in alcune faccende del proprio partner con gli altri.

Sindrome della crocerossina: le caratteristiche

• Sembra essenziale per gli altri;
• Comprende l’amore come sacrificio e rassegnazione;
• Sente la necessità di prendersi cura e proteggere gli altri, rivestendo una figura materna;
• Finisce per assumere il ruolo di padre o madre del proprio partner;
• Evita a tutti i costi che le persone intorno a lui/lei si arrabbino;
• Cerca di rendere gli altri felici costantemente;
• Cerca sempre di compiacere coloro che lo/la circondano;
• Insiste nel fare le cose e assumersi la responsabilità, senza riversarle sull’altra persona;
• Chiede costantemente perdono per tutto ciò che non hai fatto o non sei stato in grado di fare anche quando la responsabilità non è tua.
• È depresso/a per mancanza di attenzione e dipende dall’accettazione sociale;
• Necessità di sicurezza.

Finora, questa descrizione può farci ricordare le nostre madri e padri e il lettore potrebbe pensare che non sia negativa come sindrome, poiché tutto ciò sembra bello e altruistico, ma la crocerossina non agisce per puro piacere, ma perché ha paura del rifiuto, proprio perché sente la necessità di sentirsi accettato/a e sostenuto/a, per scacciare la paura che nessuno lo/la amerà. Ciò che, in breve, li porta ad essere eccessivamente umili verso gli altri, è un bisogno di sicurezza.

Dipendenza emotiva

Un altro aspetto negativo di questo disturbo comportamentale è che coloro che soffrono della sindrome della crocerossina difficilmente controllano il proprio corso di vita, quindi si concentrano sul tentativo di controllare la vita di altre persone.

Coloro che soffrono di questa sindrome difficilmente riconoscono che questa è la loro realtà e la loro diagnosi. Coloro che soffrono di questa sindrome vanno dallo specialista volontariamente, seppur non riescono ben a focalizzare il loro comportamento come un vero e proprio disturbo comportamentale.

Come nella sindrome di Peter Pan, spesso l’origine della sindrome è nel contesto familiare del malato, in cui la persona si sentiva isolata e non protetta: ciò comporta che – in età adulta – compensino la mancanza di attenzione e protezione di padri e madri con comportamento – all’apparenza – altruistici. E, a differenza della sindrome di Peter Pan, la sindrome della crocerossina (che in inglese viene definita Sindrome di Wendy) colpisce più donne che uomini e ciò può essere dovuto a fattori culturali ed educativi.