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Sindacati minacciano lo sciopero generale se non ci sarà il blocco licenziamenti

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Se il governo non prorogasse il blocco dei licenziamenti fino a fine 2020, “si assumerebbe tutta la responsabilità del rischio di uno scontro sociale”, sottolineano i Sindacati.

blocco licenziamenti

“Se il governo non proroga le misure si assume tutta la responsabilità di uno scontro sociale”,

annunciano Cgil, Cisl e Uil, che minacciano uno sciopero generale per il 18 settembre.

È quanto affermato dai Segretari generali della Cgil Maurizio Landini, della Cisl Annamaria Furlan e della Uil Pierpaolo Bombardieri.

L’iniziativa fissata per il 18 settembre potrebbe trasformarsi in un vero e proprio sciopero generale, ma ciò dipenderà solo dalle scelte del Governo e della Confindustria.

Chi pensa di anticipare quella data alla fine dello stato di emergenza dimostra di non avere cognizione delle elementari dinamiche del mercato del lavoro e di non preoccuparsi delle condizioni di centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori”, scrivono Cgil, Cisl e Uil.

Proroga stop blocco licenziamenti fino alla fine del 2020 nel Decreto Agosto

Proroga del blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, collettivi ed individuali, e indipendentemente dal numero dei dipendenti, fino al 31 dicembre 2020.

Lo prevede la bozza del Decreto Agosto in fase di redazione: la proroga del blocco dei licenziamenti non si applica nelle ipotesi di licenziamenti per

“cessazione definitiva dell’attività dell’impresa”.

Né il divieto di licenziamento si applica

“in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione”.

La bozza del Decreto Agosto ha incluso anche la proroga dei contratti a termine spostando la scadenza dal 30 agosto prossimo al 31 dicembre 2020.

Modifiche in arrivo anche per la Naspi e la Dis-Coll prorogate per ulteriori 2 mesi a decorrere dal giorno di scadenza.

Ammontano a circa 1,6 miliardi le risorse con cui il governo Conte finanzia la proroga della cassa integrazione ordinaria, dell’assegno ordinario e della cassa integrazione in deroga per le aziende che per il corrente anno sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza pandemica.