Home News Silvia Romano, il racconto della prigionia: “Sono musulmana e mi chiamo Aisha”

Silvia Romano, il racconto della prigionia: “Sono musulmana e mi chiamo Aisha”

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La cooperante Silvia Romano, rapita nel dicembre 2018 in Africa e e rientrata in Italia nel pomeriggio di ieri, ha confermato la sua conversione all’islamismo.

silvia romano

Il nuovo nome e il racconto della prigionia, fino al percorso di conversione: le prime parole di Silvia Romano.

Il rapimento e la liberazione

Era il 20 novembre 2018 quando Silvia Romano, cooperante  di Milano, oggi 25enne, venne rapita durante un’azione armata da un gruppo di uomini nel villaggio di Chakama, in Africa, dove prestava servizio in un orfanotrofio.

Nei primi mesi di prigionia, Silvia Romano arrivò nelle mani di un’altra banda di rapinatori.

Nel marzo del 2019 da fonti locali si apprese che la ragazza fosse ancora viva, ma tenuta prigioniera da un gruppo islamista.

Sabato all’alba finalmente la svolta: Silvia Romano è stata liberata. Ad annunciarlo al Paese è stato il presidente del Consiglio, Conte.

Al suo arrivo all’aeroporto di Ciampino, oltre ai familiari, ad accoglierla c’erano anche lo stesso premier ed il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

La ragazza, con mascherina e abito tradizionale somalo, ha abbracciato a lungo la madre, il papà e la sorella, prima di rivolgere un caloroso saluto anche ai ministri.

Il racconto della prigionia

Silvia Romano ha confermato la conversione all’Islam. La ragazza ha raccontato come la decisione di cambiare religione sia maturata durante il periodo di prigionia, sottolinenando come nessuno l’avrebbe forzata verso quella scelta.

La ragazza ha chiesto il corano ed ha iniziato a leggerlo. Un percorso interiore culminato con la Shahada, il rito della testimonianza di fede.

Sulla prigionia, la cooperante avrebbe scoperto di essere a Mogadiscio solo un paio di giorni prima di essere liberata.

“Non mi hanno mai picchiato, non hanno mai esercitato su di me violenza fisica, sessuale o psicologica. Anzi mi rassicuravano continuamente sul fatto che prima o poi sarei stata liberata. Non mi hanno mai incatenato o tenuta legata. Ero libera di muovermi nei 6 appartamenti dove mi hanno tenuto sequestrata e non ho mai visto in volto i miei carcerieri perché avevano il volto coperto”.

Per il riscatto si parla di una somma dai 2 ai 4 milioni di Euro, come riferisce anche Fanpage.