Home News Sileri: “Le nuove misure non abbasseranno i numeri del Covid”

Sileri: “Le nuove misure non abbasseranno i numeri del Covid”

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Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri si dice scettico sulla diminuzione dei numeri grazie alle decisioni prese con il nuovo Dpcm.

Sileri
Il viceministro della Salute si è espresso sul nuovo Dpcm.

Secondo il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, le decisioni prese con il nuovo Dpcm non andranno a modificare di molti i numeri attuali legati all’epidemia di coronavirus.

Sileri si augura quantomeno di riuscire a diminuire il numero di contagi al giorno

D’altro canto, secondo Sileri, le restrizioni annunciate potranno quantomeno servire a fermare il numero di nuovi contagiati.

“Non credo che saremo in grado di abbassare troppo questi numeri. Semmai potremo rallentarne la salita”.

Queste le parole dettate dal ministro intervenuto ai microfoni di Rai 3 all’interno del programma Agorà. Sono molte, infatti, le scelte legate all’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte lo scorso 25 ottobre ad aver fatto discutere.

Le attività legate al tempo libero saranno le più penalizzate dal Dpcm

Il nuovo decreto andrà a penalizzare, come successo anche durante il primo lockdown, soprattutto le attività legate al tempo libero. Uno degli esempi risiede nella chiusura al pubblico alle 18 di bar e ristoranti, i quali successivamente potranno effettuare solo consegne a domicilio fino alle 24.

“È una misura su cui non sono pienamente d’accordo anche se poi la decisione viene presa in base ai dati, guidata da un Comitato tecnico scientifico”.

Il vice ha commentato così sulla decisione di chiudere anzitempo le attività di ristorazione. Con tutta probabilità, come detto, da Sileri con questa manovra il Comitato Scientifico spera di ridurre o fermare i contagi anche se secondo il ministro sarà davvero difficile abbassare quei numeri.

Sileri ha annunciato, inoltre, come al termine della propria esperienza politica, nel marzo del 2023, tornerà all’attività di medico. Nello specifico farà ritorno all’ospedale dove lavora anche il professore Zangrillo, il San Raffaele di Milano.