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Sesso caotico: le complessità psicologiche della sessualità ai tempi moderni

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Come recuperare il piacere della fisicità? Il rapporto con la sessualità tra difficoltà e super esposizione.

Il rapporto con la sessualità nell’epoca moderna è diventato complesso, sfaccettato, scisso. Analizziamo i vari aspetti di questa Babilonia erotica e scopriamo quali vie percorrere per ripristinare un corretto rapporto con la dimensione fisica.

La pulsione sessuale psicologica innata

L’istinto fisico è atavico, innato nell’esser umano.
Nel corso dei secoli ne sono state date via via varie interpretazioni, da quella puramente riproduttiva, a quella edonistica ovvero di puro piacere fisico, a teorie che ne uniscono fisicità e spiritualità.

Vero è che i padri della psicoanalisi moderna, Freud in primis, hanno riconosciuto tutta la valenza psichica della pulsione sessuale, capace di guidare i più inconsci processi mentali.

Ecco perché una valutazione del benessere psichico della società moderna deve necessariamente passare anche dall’analisi del rapporto “moderno” con la dimensione sessuale.

L’essere umano sperimenta stimoli di natura fisica e sessuale  fin dalla tenera età attraverso i vari stadi psicosessuali (orale, anale, fallico, di latenza e genitale) e la presenza e la guida durante la sua esistenza di esempi e figure di riferimento di certo sono in grado di influenzare la sessualità adulta.

Come è cambiato dunque il modo di rapportarsi alla sessualità, nella nostra società attuale?

L’azione sociale influenza la concezione del sesso moderno

E’ indubbio dunque che un ragazzo, o una ragazza che si affaccia alla vita adulta non vive in una “bolla” ma in un ambiente che stimola e influenza le sue concezioni psichiche compresa quella della sessualità.

Come appare ad una prima vita il rapporto moderno con il sesso e le dinamiche fisiche?
Si potrebbe definire libero, allegro, senza limitazioni.

In realtà è l’esatto contrario: le nostre pulsioni sono guidate, spesso anche manipolate da un mondo sociale fatto di stimoli tanto precoci e non filtrati da spersonalizzare il senso stesso della dimensione sessuale.

Ecco che l’ingabbiamento, la voglia di adeguarsi a modelli sessuali precostituiti ci indirizza verso un modo di dover essere che non ha nemmeno il tempo di maturare in maniera naturale.

Esempio ne sono i miliardi di messaggi sessuali con cui siamo costantemente bombardati da tutti i media.

Pubblicità, tv, e qualunque mezzo di esposizione mediatica ci consegna un modello di sessualità take away, facendoci credere che il bello sta proprio nel non analizzare nulla, nel non lasciarsi sfiorare dal dubbio analitico su ciò che facciamo o vogliamo.

Diventiamo sicuri che quello che piace è la sfrontatezza, la sovra esposizione della fisicità come uno degli ultimi brand di moda al momento.
Ed ecco che l’insoddisfazione è dietro l’angolo: perché non si può sempre raggiungere un livello di perfezione fisica. di “machismo” fine a se stesso o di erotismo patinato.

La dimensione intima, chiede di fermarsi, di sentire i bisogni psichici più inconsci connessi al sesso, ma a quel punto la personalità non da più spazio a questa analisi, e ci ritroviamo scissi.

Il maschile ed il femminile nel sesso, come sono cambiati

Ad oggi il modo di vivere il proprio personale rapporto con la sessualità è nettamente cambiato rispetto al passato.

E anche in definitiva l’aspetto quantitativo lo è: paradossalmente in questi tempi di modernità e libertà si hanno rapporti fisici in quantità minore e meno soddisfacente rispetto al passato.

Come è possibile ciò?

Sia la psiche maschile che femminile, con le loro peculiarità hanno subito delle mutazioni, delle interferenze nello sviluppo naturale dovuto proprio alla sovra esposizione degli stimoli da un lato e dall’anoressia sessuale dall’altro.

Mentre il maschile subisce lo stereotipo infatti del predatore fine a se stesso, del sesso come spersonalizzazione totale e pura soddisfazione edonica –  il femminile al contrario si ritira nell’ incapacità di adeguarsi a modelli che non comprendono la soddisfazione anche della dimensione emotiva più inconscia.

Ecco allora che possono svilupparsi vere e proprie patologie che possono produrre disagio psichico anche importante e che non è facile superare proprio perché “di queste cose non se ne parla”.

La pornodipendenza più spesso ad appannaggio maschile, e l’anorgasmia femminile sono alcuni di questi aspetti deviati e causa di isolamento sociale e insoddisfazione nelle relazioni interpersonali.

Gli estremi del comportamento sessuale sono vari: dalla ipersessualizzazione con incontri sessuali casuali, anche compulsivi a volte solo per soddisfare un’esigenza fisica, al ritiro totale, al rifiuto del contatto fisico che aiuta a scoprire l’altro e se stesso in rapporto all’altro.

Recuperare la naturale positività del sesso è possibile

Da cosa dipende tutto ciò?

Senza voler demonizzare i tempi moderni  alcuni aspetti ne hanno di certo atrofizzato la naturale spinta sessuale.

Le ormai centinaia di piattaforme di incontri virtuali ne sono un esempio lampante.
L’illusione della protezione dai pericoli di una conoscenza “aperta”, vis à vis con una persona, che può dare l’utilizzo di questi siti è appunto mera illusione.

Ci chiudiamo nel mondo dietro una tastiera, pensando di poter scegliere aprioristicamente le caratteristiche del partner ideale, senza l’incognito del viversi e dello scoprirsi a poco a poco.

Ma questo porta un’atteggiamento ipergiudicante, un modo di valutare l’offerta migliore, come al supermercato.

Carl Rogers affermava che l’abitudine di giudicare gli altri è un  ostacolo alla comunicazione e alla comprensione dell’intimo dell’altro.

E’ facilmente intuibile perciò come la tendenza a giudicare in modo feroce tutto e tutti, secondo standard impostati a priori dall’esterno porta a creare muri tra le persone.
E ad essere più soli.

In realtà riprendere a considerare se stessi e gli altri nella dimensione sessuale e istintuale più naturale è possibile.

Cominciare a capire che secondo la psicologia, come Carl Jung disse, criticare gli altri nasconde una volontà di criticare se stessi.

Ed ecco che cominciare a dare più spazio al nostro IO profondo, può essere un primo passo.

Dar voce a quello che ci parla anche di altro, che non troviamo forse sui social o in tv ma che ha la stessa dignità di essere vissuto ed esposto senza vergognarsene.

E fare l’esperimento di cercare di indovinare anche il mondo intimo dell’altro, senza pregiudizi, ma cercando di voler esplorare i pensieri, le emozioni e le paure di un altra realtà fuori da noi.

Ciò riporta la sessualità ad un vero scambio, ad un incontro, ad un arricchimento della propria personalità e pone le basi per una soddisfacente relazione con se stessi e con il partner.