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Serena Enardu nella bufera, torta con la svastica: prova a cancellare ma è troppo tardi

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Le sorelle Enardu nella bufera, torta con la svastica per il compleanno di un’amica: le ex troniste danno una loro versione dei fatti

Enardu bufera
Serena ed Elga

Non è la prima volta che Serena ed Elga Enardu finiscono nel mirino del web. Questa volta a scatenare una ferocia polemica sui social è la torta con la svastica per il compleanno di una loro amica, nonché personal trainer.

Serena ed Elga Enardu, bufera sui social

Le due sorelle hanno raggiunto la notorietà dopo la partecipazione ad Uomini e Donne in veste di troniste. Da allora, la loro popolarità si è spostata sui social dove sono solite condividere i momenti più importanti della loro vita quotidiana.

Serena ed Elga sono state invitate alla festa di compleanno della loro personal trainer, Viviana così come mostrano le stories pubblicate su Instagram.

Tuttavia, una delle stories pubblicate dalle gemelle non è passata inosservata. La torta per la festeggiata presentava una bandierina a forma di svastica nazista. Queste immagini hanno scatenato l’indignazione del web e le sorelle hanno deciso di scusarsi e di fornire la loro versione dei fatti.

Enardu bufera

Le scuse delle gemelle

Nonostante abbiano tempestivamente eliminato le immagini, queste già avevano fatto il giro del web. Per tale motivo, Elga e Serena hanno deciso di scusarsi tramite i social affermando che, giustamente, si creato il caos per la svastica sulla torta della sua amica:

“Giustamente si è creato il caos per la svastica sulla torta che probabilmente ingenuamente il marito di Viviana le ha fatto mettere, perchè lei è un pò tiranna nella vita e come trainer(…)”

E poi ha aggiunto:

Noi ci dissociamo completamente da quel simbolo e se in qualche modo abbiamo toccato la sensibilità di qualcuno chiediamo scusa perchè siamo state superficiali anche noi a non capire che quel video non andava postato. E’ stato un nostro errore, ce ne assumiamo completamente la responsabilità e di nuovo chiediamo scusa”.