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U-mask poste sotto sequestro: si indaga sulla loro conformità

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Il sequestro delle U-mask ha fatto sì che venisse avviata una indagine a Milano circa la capacità di filtraggio delle mascherine.

U-mask sequestro

Intanto, con il sequestro delle U-mask è indagata anche l’amministratrice italiana del brand londinese.

Il prodotto è conforme?

Le U-mask, le mascherine protettive molto di moda con filtro rimovibile, sono state poste sotto sequestro. L’azione è stata necessaria per far partire una indagine circa l’effettiva capacità di filtraggio del prodotto.

Il sequestro ha avuto luogo in 10 farmacie del capoluogo lombardo, nonché nella sede italiana della società. Sono 15 le tipologie di mascherine U-Mask oggetto dell’indagine, con i loro rispettivi 5 filtri. A coordinare l’inchiesta sono Eugenio Fusco e Tiziana Siciliano.

Il perché del sequestro

Le mascherine sono diventate oggetto di inchiesta a seguito della segnalazione di una azienda competitor. L’azienda potrebbe rispondere del reato 515 del codice penale. In pratica, le mascherine del brand non sarebbero a norma, a dispetto di quanto invece è stato dichiarato.

Intanto, l’azienda da Londra ha fatto sapere di essere a posto con la normativa e che i loro prodotti sono conformi, attraverso una nota:

“Tutta la documentazione tecnica relativa ai nostri dispositivi è stata a suo tempo inviata, come prescritto dalla legge, alle Autorità competenti, ossia il Ministero della Salute, che preso atto della correttezza della documentazione allegata e delle prove tecniche effettuate, ne ha disposto l’approvazione e la registrazione come dispositivi medici di classe uno”.

Come riportato da Ansa, l’azienda si dice certa della trasparenza del suo operato ed è sicura che le indagini potranno chiarirlo.

Le mascherine erano finite anche nel mirino di Striscia la Notizia. Le analisi di laboratorio hanno dimostrato che il filtraggio della mascherina biotech, comprensiva di filtro, sarebbe più bassa di quanto l’azienda ha effettivamente dichiarato.

L’azienda ha dichiarato, stando ai dati ufficiali, un filtraggio pari al 98-99%. Dalle analisi condotte, invece, sarebbe effettivamente pari al 70-80%.