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Bonafede, il Senato boccia le due mozioni di sfiducia

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Senato boccia le due mozioni di sfiducia a Bonafede

Niente crisi di Governo, il Senato “salva” Bonafede e boccia le due mozioni di sfiducia presentate dalla Bonino e dalla Lega.

Il Governo Conte chiude il caso Bonafede. Il rischio di crisi è stato spazzato via con la bocciatura delle due mozioni di sfiducia.

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha annunciato che non avrebbe votato la sfiducia “per motivi politici”.

Il Premier Conte ha sottolineato che se vi fosse stato un voto contrario all’operato del ministro da parte della maggioranza egli ne avrebbe tratto le conseguenze.

Lo stesso Ministro della Giustizia Bonafede si era difeso in Aula respingendo le accuse e appellandosi al senso di unità della maggioranza.

Lo stesso Bonafede ha sottolineato:

“Il ruolo cruciale della Giustizia che sta a cuore a tutti gli operatori economici e a tutti i cittadini in generale, assume un importanza addirittura maggiore in questo momento di ripartenza per il nostro Paese”.

Ministro della Giustizia Bonafede, Senato boccia mozioni di sfiducia

In 160 bocciano le mozioni di sfiducia del centrodestra, 158 quella della Bonino. A favore votano rispettivamente 130 e 124 parlamentari.

Tre giorni di minacce ma alla fine i renziani non hanno votato la mozione di sfiducia ad Alfonso Bonafede.

La prima mozione di sfiducia era stata presentata da Emma Bonino, che contestava il ministro della Giustizia Bonafede di essere troppo giustizialista.

La mozione della Bonino è stata appoggiata da 124 senatori, con 158 che l’hanno respinta. I presenti erano 302 e 19 gli astenuti.

La seconda mozione di sfiducia era stata presentata dal centrodestra, firmata dai capigruppo della Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Nessuna delle due mozioni è passata visto che i 17 voti dei renziani sono stati usati per respingerle entrambe.

Si sono addizionati ai 144 di Pd, Leu e Movimento 5 Stelle.

Autodifesa Bonafede: “La mia stella polare è la Costituzione”

Il Ministro Bonafede si autodifende:

“Quando si giura sulla Costituzione si decide di essere in tutto e per tutto uomo delle istituzioni.

In queste ultimi 3 settimane si è alimentato fuori da qui un dibattito fatto di illusioni e illazioni.

Essendo uomo delle istituzioni ho risposto molteplici volte portando avanti la forza e l’evidenza dei fatti”.

Lo stesso Ministro della Giustizia sottolinea di aver sempre rigettato l’idea di una giustizia divisa tra giustizialismo e garantismo.