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Selvaggia Lucarelli contro l’annuncio di lavoro sessista del Carrefour di Cesate

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Il Carrefour Express di Cesate nell’occhio del ciclone a causa di un annuncio di lavoro considerato sessista, anche da Selvaggia Lucarelli.

selvaggia lucarelli

La risposta all’annuncio di lavoro è stata ripostata dalla stessa Selvaggia Lucarelli, sul suo profilo Facebook.

La risposta pubblicata questa mattina

Sul suo profilo Facebook pubblico, con oltre 1,5 milioni di seguaci, la giornalista con la penna al vetriolo, Selvaggia Lucarelli, ha condiviso le immagini della risposta ad un annuncio di lavoro. L’annuncio era rivolto alla ricerca della figura professionale di Macellaio con esperienza, per il punto vendita Carrefour Express di Cesate.

Una donna ha risposto all’annuncio attraverso la chat. Come risposta, al suo non avere esperienza in reparto macelleria, ma soltanto come cuoca, ha ricevuto una risposta con allusioni sessiste.

Spero che il Carrefour di Cesate insegni al simpatico signore che risponde così alle richieste di lavoro come si sta al…

Pubblicato da Selvaggia Lucarelli su Venerdì 4 dicembre 2020

La donna che ha risposto all’annuncio di lavoro, ad oggi, ha preferito rimanere anonima.

Tantissima indignazione popolare

Di commenti sotto il post della Lucarelli ne sono arrivati tantissimi e ne continuano ad arrivare. Si tratta soprattutto, di persone indignate.

Intanto, la catena Carrefour Italia ha sostenuto di aver avviato una indagine al fine di verificare l’accaduto ma anche di prendere provvedimenti.

Quanto alla pagina Facebook del Carrefour Express di Cesate, è diventato inaccessibile. In prima battuta, però, avevano tentato di placare la bufera mediatica giustificandosi. In un primo intervento, il punto vendita aveva scritto che, non appena si recluta un macellaio, la prima cosa che si chiede è se il candidato sa fare le salsicce. Poi, segue la domanda sui lavorati della carne e quella sulle tecniche di vendita al banco. In pochi, però, hanno creduto che si trattasse di un fraintendimento di questo tipo.

Nel secondo messaggio pubblicato su Facebook, il punto vendita minacciava di procedere alle vie legali perché diffamati.