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Scuole chiuse in Italia per il coronavirus: corsi di recupero a settembre?

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Scuole chiuse in Italia per il coronavirus e caos tra gli studendi. La Azzolina ora pensa a delle soluzioni per agevolare il recupero e non lasciare tutti indietro.

Scuole chiuse in Italia per il coronavirus: corsi di recupero a settembre?
Scuola – Fonte: Pixabay

Le scuole chiuse in Italia per l’emergenza coronavirus hanno portato gli studenti a studiare in casa e svolgere le lezioni online. Ma il Ministero dell’Istruzione ora pensa a soluzioni valide per agevolare tutti gli studenti.

Le soluzioni del Ministro dell’Istruzione

La situazione scuola in questo periodo preoccupa non solo gli insegnanti ma anche gli studenti. Nonostante il divieto di recarsi presso gli istituti scolastici e la didattica online, la Azzolina sta attuando delle misure al fine di non lasciare tutti gli studenti indietro in questo anno scolastico anomalo e “fermo” a causa della pandemia da Covid 19.

Le scuole non apriranno il 6 aprile, come confermato, in attesa di istruzioni che saranno dettate direttamente dal Governo. Se le aperture venissero posticipate ai primi di maggio ci potrebbero essere dei corsi di formazione/recupero pomeridiani per tutti gli studenti.

Una ipotesi al vaglio in questo momento proprio per permettere un recupero rapido. Per quanto riguarda la didattica online, la speranza del Ministero della Istruzione – come evidenzia anche FanPage – è quella che vada a regime e possa essere attuata anche in estate, dove i docenti potranno essere a disposizione.

Una ipotesi che viene considerata valida anche dal Presidente dell’Associazione Nazionale dei Presidi del Lazio – Rusconi.

Come si svolgerà la Maturità?

Il Ministro dell’Istruzione Azzolina assicura che l’esame di Stato verrà svolto come di consueto. Nonostante questo, vista l’emergenza potrebbe cambiare la sua struttura. Cosa significa? Che ci sono varie ipotesi al vaglio in questi giorni, come per esempio avere solo una commissione interna al fine di avere un colloquio solo con i docenti che conoscono lo studente e lo stato di preparazione, visto il periodo di fermo in casa.

Questo sarebbe essenziale per dare un giudizio complessivo e non legato al solo esame di Stato. Ma è ancora tutto da definire.