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Scuola, il 70% dei docenti contrari alla riapertura

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Secondo l’Istituto nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche la maggior parte degli insegnanti preferirebbe la didattica a distanza al ritorno a scuola.

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Nonostante i problemi per molti professori la didattica a distanza è stata un’esperienza positiva.

Secondo uno studio svolto dall’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche il 70% degli insegnanti per tornare a scuola vorrebbe aspettare il termine dell’emergenza sanitaria.

Molti professori vorrebbero continuare con la didattica a distanza

Dei numeri sicuramente significativi se si pensa che all’indagine hanno partecipato oltre 800 insegnanti di scuole di ogni ordine e grado. Non solo però, ancora una percentuale più alta di docenti vorrebbe addirittura potenziare le lezioni online.

Nello specifico l’82,4% vorrebbe uno standard unico per la didattica a distanza. Ancora più alta, il 90%, la percentuale dei docenti che vorrebbe una formazione specifica per la didattica a distanza  da fare agli insegnanti.

Alcuni vorrebbero portare la tecnologia anche nelle aule

In parole povere sembra che alla maggior parte dei professori italiani l’idea di svolgere lezioni a distanza non sia dispiaciuta, anzi. Più del 70% degli intervistati, infatti, sarebbe più che felice di continuare ad usare strumenti tecnologici anche nelle lezioni con presenza.

Ovviamene non sono mancati problemi nella didattica a distanza, come difficoltà di rete e carenze tecnologiche ma nonostante ciò per i professori questo è stato un passo in avanti importante. Più della metà degli intervistati, infatti, sostiene che questo sia stato un passo in avanti per rendere più moderna l’istruzione.

“In pratica il sistema dell’istruzione, trovandosi nella burrasca del mare aperto dell’emergenza sanitaria, ha utilizzato la “scialuppa” della didattica a distanza per rientrare in un porto sicuro con tutto il proprio carico di lavoratori e studenti. Aver remato nella stessa direzione, docenti e studenti, è servito a salvare il ciclo di studi ma è chiaro che sono emersi allo stesso tempo molteplici problemi”

Queste, invece, le parole del presidente dell’Inapp, Sebastiano Fadda. Quest’ultimo ha criticato i diversi problemi emersi con la didattica a distanza, sia per quanto riguarda gli strumenti sia per la padronanza con la tecnologia di alcuni insegnanti.