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Scuola, “DAD non sostituirà lezioni in aula”: Azzolina chiarisce le linee guida

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La Ministra Azzolina torna a ribadire le linee guida del Miur e precisa di non aver mai detto di sostituire le lezioni in aula con la didattica on line.

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Lucia Azzolina-Ministro dell’Istruzione

La Scuola è uno dei temi più caldi l tavolo del Governo e che vede molte polemiche per le nuove linee guida riguardanti il prossimo anno scolastico. Sulla didattica a distanza si è espressa nuovamente Azzolina, precisando gli intenti del Ministero.

La Azzolina prende le distanze dalle notizie diffuse sulla didattica on line

Torna a parlare di uno dei temi più caldi della scuola, Lucia Azzolina, e lo fa con alcune precisazioni importanti.

Come riporta Tgcom24, le parole del Ministro dell’Istruzione, sono volte a ribadire l’impegno impiegato dal Governo in questi mesi di emergenza da coronavirus, per mantenere come obiettivo la valorizzazione dell’istruzione.

La scuola, riconosce la Ministra, è tornata al centro del dibattito non solo sociale ma anche politico.

“L’istruzione non è una spesa ma un grande investimento per il bene del Paese”.

Ha voluto infatti specificare la Azzolina che poi è passata a fugare ogni dubbio sul ruolo che la didattica a distanza giocherà dal prossimo anno.

Molti tra genitori, insegnanti e presidi non avevano infatti accolto favorevolmente l’inserimento della didattica a distanza tra le modalità previste per l’anno scolastico 2020/2021, ma la Ministra precisa:

“Nessuno ha mai affermato che la didattica digitale debba sostituire la didattica in presenza”

Tale modalità dovrà infatti essere tenuta in conto come risorsa complementare alla presenza in aula.

Novità per il prossimo anno scolastico

Molte le novità espresse dalle linee guida pubblicate dal Miur per il prossimo anno scolastico che inizierà, ormai è deciso, il 14 settembre.

Novità volte a scongiurare una nuova epidemia di coronavirus e a garantire il sereno svolgimento delle lezioni, ma che non hanno riscosso molto successo.

Le novità più cotestate riguardano i turni alternati delle lezioni, la didattica a distanza e l’uso di mascherine.

Non manca il divieto di frequentare la scuola alle prime avvisaglie di un’infezione respiratoria.

La protesta che ha interessato numerose piazze d’Italia è volta alla richiesta di soluzioni più coerenti e realizzabili, che non mettano a rischio il delicato rapporto dei giovani con l’istruzione.