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Scomparsa Iuschra Gazi, educatrice a processo: patteggiati 8 mesi per omicidio colposo

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Si è chiuso il processo per la scomparsa della bimba autistica Iuschra Gazi: l’educatrice indagata per omicidio colposo ha patteggiato 8 mesi.

Iuschra Gazi
Iuschra Gazi

A due anni dalla scomparsa della 12enne autistica Iuschra Gazi il processo si è chiuso con un patteggiamento ad 8 mesi per l’educatrice, l’accusa è di omicidio colposo.

La scomparsa della piccola Iuschra

Una gita attesa quella a cui aveva partecipato la piccola Iushra Gazi, 12enne autistica di origine bengalese, ma che poi si è rivelata fatale per la piccola.

Il 19 luglio 2018 infatti, la piccola si era recata con il gruppo di ragazzi disabili accompagnati dagli operatori dell’Associazione Fobap sull’altopiano di Cariadeghe a Serle.

La piccola si era staccata dal resto del gruppo addentrandosi lungo sentieri nel bosco ed era sparita.
A nulla è servito il grande dispiegamento di forze di polizia, corpi speciali e volontari da tutta Italia.

Processo e condanna per l’educatrice

Dopo 230 giorni le speranze di ritrovare la piccola erano diventate vane: anche per le sue problematiche Iuschra avrebbe potuto cadere in qualche zona impervia della zona senza poter chiedere aiuto.
Gli inquirenti dunque alla fine avevano iniziato cominciato a vagliare le responsabilità.

Per la sua scomparsa è stata dunque indagata un’educatrice che faceva capo alla Fondazione Bresciana Assistenza Psicodisabili a cui era stata affidata quel giorno la bimba.

Roberta Ratti, questo il nome dell’educatrice, nel processo iniziato ormai un anno fa, ha subito un’accusa di omicidio colposo come riporta Milano.Fanpage.

La donna era stata indagata infatti per non aver prestato attenzione alla sicurezza della piccola, lasciandosela scappare.
La Ratti avrebbe infatti visto Iuschra fuggire in direzione del bosco senza fermarla consapevole dei rischi che la piccola correva.

L’educatrice ha ora patteggiato la condanna: dovrà scontare 8 mesi per omicidio colposo.

La famiglia di Iuschra intanto, nonostante l’ingente risarcimento ottenuto dalla Fobap, ha sempre pensato che la piccola fosse viva, forse rapita da ignoti.