Home News Sciopero dei benzinai: impianti chiusi in autostrada per 48 ore

Sciopero dei benzinai: impianti chiusi in autostrada per 48 ore

CONDIVIDI

Sciopero dei benzinai: impianti chiusi il 13-14 maggio

Confermato per il 13 ed il 14 maggio lo sciopero dei benzinai: le aree di servizio autostradali chiuderanno per l’agitazione proclamata da Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio.

Ciò per

“denunciare la condizione di emergenza economica e sanitaria nella quale continuano a essere lasciate le imprese di gestione”.

Per l’Unione nazionale consumatori l’agitazione è illegittima perchè secondo la normativa

“non si possono fare scioperi in caso di avvenimenti eccezionali di particolare gravità”.

Sciopero benzinai: le motivazioni dell’agitazione

Un calo drastico delle vendite dei carburanti (in media il 92% in meno), ma stessi costi per i gestori delle pompe di benzina che non hanno potuto ridurre gli orari durante l’emergenza coronavirus: sono queste le motivazioni della protesta delle associazioni di categoria.

In una nota congiunta le organizzazioni di categoria denunciano:

“Davvero incomprensibile l’atteggiamento indifferente e sordo del Governo, rispetto ad impegni rimasti lettera morta, assunti all’interno di un tavolo negoziale che non si riunisce colpevolmente da oltre un mese”.

Le associazioni di categoria chiedono al Governo, tra le altre cose, l’accesso alla cassa integrazione in deroga, finanziamenti a fondo perduto, bonus per gli affitti e per le bollette.

Il tavolo di crisi avviato dal Ministro allo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli è fermo ormai da un mese, denunciano le due sigle

“per il semplice fatto che il governo non ha forza ed autorità sufficienti per imporsi sulle società concessionarie autostradali”.

Già a marzo, ad inizio lockdown, i benzinai avevano minacciati perché le pompe di benzina rischiavano la chiusura per gli introiti ridotti al minimo.

La protesta era rientrata dopo l’accordo tra i rappresentanti dei distributori di carburanti con i ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti (MiT) e il ministero per lo Sviluppo economico (MiSE).

La nota sindacale conclude che

“in assenza di un cambiamento di rotta del Governo, la protesta e le chiusure per sciopero sono destinate ad estendersi nelle prossime settimane anche al resto della rete distributiva”.