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Sardine: chi sono, come sono nate e cosa vogliono

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Quello delle Sardine è un vero e proprio movimento, nato qualche settimana fa a Bologna, in risposta alla convention leghista con leader Matteo Salvini

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Scopriamo chi sono le Sardine, come sono nate e in che modo vogliono agire per cambiare il destino dei nostro Paese.

Chi sono le Sardine

Le Sardine sono dei cittadini italiani che fanno parte di un movimento spontaneo, nato qualche settimana fa, il 14 novembre 2019, contro Matteo Salvini.

Il nome deriva dal detto “stare stretti come sardine” e simboleggia la filosofia del tenersi stretti per portare a compimento l’iniziativa.

Il nome allude, inoltre, al caratteristico silenzio dei pesci, che gli organizzatori della protesta desiderano contrapporre agli “urlatori” dei comizi politici.

Le Sardine, nate a Bologna, hanno generato un eco che si sta propagando in tutta Italia con continue manifestazioni.

Come sono nate

Il movimento delle Sardine è nato per iniziativa di Mattia Santori, 32 anni, laureato in Scienze Politiche. L’uomo ha deciso di organizzare una protesta in risposta alla convention leghista del Paladozza (Bologna), dove Matteo Salvini aveva aperto la campagna elettorale di Lucia Borgonzoni.

Per organizzare la protesta, ha contattato i suoi ex coinquilini: Giulia Trappoloni, fisioterapista, 30 anni; Roberto Morotti, ingegnere impegnato nel riciclo, 31 anni; e Andrea Garreffa, guida turistica, 30 anni.

Per sei giorni, I quattro trentenni hanno promosso l’idea sui social, attraverso il volantinaggio e la creazione di “banchi del pesce”, tramite cui hanno distribuito delle sagome di sardine in cartone a promozione dell’evento.

Il 14 novembre 2019, gli organizzatori si aspettavano la risposta all’appello di circa 6 mila persone: a scendere in piazza Maggiore a Bologna, invece, sono stati in 11 mila.

Cosa vogliono?

Non esiste un vero e proprio manifesto programmatico delle Sardine, che non si riconoscono neppure in un partito di riferimento.

Ciò che è noto è che l’obiettivo primario della protesta sarebbe quello di esprimere un dissenso nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini, e anche del concetto di “populismo” in generale.