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Sara Recordati, il cancro e la parrucca: “Ora il Fisco vuole sapere perché l’ho comprata”

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Sara Recordati è la giornalista e scrittrice che ha deciso di raccontare la sua disavventura con l’Agenzia delle Entrate che le ha chiesto di giustificare diverse spese sostenute a causa del suo tumore.

sara recordati

Sara Recordati dovrà giustificare all’Inps i 300 euro spesi per l’acquisto di una parrucca.

Sara Recordati e il suo dramma con la chemioterapia

La giornalista e scrittrice Sara Recordati ha deciso di raccontare il dramma che ha vissuto con la chemioterapia. Non solo si è dovuta sottomettere alle cure chemioterapiche e ha scelto di indossare una parrucca per sentirsi più accettata. Un giorno, infatti, si è vista recapitare una lettera dall’Agenzia delle Entrate in cui le si chiedeva di giustificare i 12500 euro versati all’ospedale in cui è stata operata e i 300 euro che ha speso per una parrucca.

Come si legge dal Corriere della Sera, la giornalista ha dichiarato:

“Mi chiedono, oggi, il certificato CEE della parrucca e una richiesta medica che giustifichi il fatto che ne avessi bisogno come supporto in una condizione di grave disagio psicologico” perché ero rimasta senza capelli e non, per dire, per andare a una festa di carnevale”.

Il calvario del cancro è iniziato nel 2016 quando le era stato diagnosticato un tumore al seno.

I 12500 euro sono stati versati da Sara perché la donna ha scelto di farsi operare privatamente. Oggi dopo l’intervento è in via di guarigione.

Oltre il danno anche la beffa

La struttura in cui è stata operata è una struttura pubblica quindi tracciabile dallo Stato. Inoltre, la donna ha raccontato che, durante l’operazione, le fu rubata anche la borsa. La spesa per la parrucca era già stata giustificata in sede di dichiarazione dei redditi allegando una richiesta da parte dell’oncologa. Il dubbio all’Inps è forse sorto dal fatto che la richiesta non si leggeva bene.

Oggi la scrittrice vorrebbe fortemente incontrare l’impiegato incaricato di aver scritto quella lettera semplicemente per chiedergli quali fossero le sue intenzioni. Per lei non si tratta altro che di un caso di ottusità estrema e di scarsa sensibilità.