Home Cronaca Sanremo, maxi frode dei dipendenti Rai. L’albergatore ammette: “Costretto a truffare”

Sanremo, maxi frode dei dipendenti Rai. L’albergatore ammette: “Costretto a truffare”

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Chiusa l’indagine per truffa a Sanremo: 52 le persone indagate. Ta loro l’albergatore che per primo ha parlato del sistema di raggiri dei dipendenti Rai

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Scontrini gonfiati e rimborsi per spese inesistenti: la frode di Sanremo.

Il sistema di truffa a Sanremo

Una struttura ben organizzata quella messa in piedi a Sanremo per mettere in scena un sistema di frodi, dagli scontrini gonfiati ai rimborsi per spese inesistenti.

I fatti contestati riguardano le passate edizioni del Festival di Sanremo del 2013, 2014 e 2015. Un raggiro di oltre 120mila euro di rimborsi inesistenti e scontrini gonfiati. La procura di Roma ha chiuo le indagini, indagando 52 persone.

Per tutti, dipendenti Rai, tecnici del suono, registi e scenografi, l’accusa è di truffa.

Indagato un albergatore

Tra i 52 indagati anche Matteo Paracchini, cognato del sindaco di Sanremo e soprattutto, direttore dell’hotel Belsoggiorno, dove andavano in scena le truffe.

È stato proprio Paracchini, come evidenzia anche Il Messaggero, a parlare del sistema Rai. Un sistema che, stando alle sue parole, gli sarebbe stato imposto, per garantire che i dipendenti rai soggiornassero nel suo abergo.

Secondo le dichiarazioni dell’albergatore, il sistema di truffa era una sorta di dare-avere. Aderendo al raggiro, sarebbe stata garantita la presenza dei dipendenti rai nel suo hotel, per tutta la durata delle manifestazioni.

Nel caso Paracchini non avesse accettato di prendere parte a quel sistema di truffa, nel suo albergo avrebbe soggiornato il personale Rai che aveva mansioni minori e la cui permanenza sarebbe stata per un periodo più breve.

I dipendenti rai avrebbero scelto l’hotel Belsoggiorno proprio dopo essersi assicurati che il sistema di frode funzionasse ancora bene.

Le fatture false sarebbero state emesse anche per altri eventi: la Milano-Sanremo, Sanremo Giovani e la Festa dei Carri. I dipendenti rai presentavano le fatture false per ottenere un rimborso spese non corrispondente alle reali somme da loro elargite.