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Salvataggio di Julen, minatori a 73 metri sotto terra: “Stanno riciclando il loro stesso ossigeno”

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È in corso il salvataggio di Julen da parte dell’equipe di professionisti, che si caleranno a 73 metri di profondità per raggiungerlo entro 24 ore.

Salvataggio di Julen, minatori a 73 metri sotto terra: "Stanno riciclando il loro stesso ossigeno"
Salvataggio di Julen

Sono ore importantissime quelle che separano i soccorritori al piccolo Julen, intrappolato all’interno del pozzo dal 13 gennaio. Secondo gli ultimissimi aggiornamenti ci vorrebbero ancora 24 ore, prima di raggiungerlo.

Salvataggio di Julen

Dall’ultimissimo aggiornamento de El Pais, il tunnel per raggiungere il piccolo è stato finalmente ultimato ed entrano in scena i minatori che dovranno calarsi a 73 metri di profondità.

Nonostante tutti i problemi e gli scherzi del destino che hanno ritardato in tutti i modi il recupero, oggi i soccorritori si caleranno a coppia di due all’interno del tunnel. Un momento tanto atteso che i giornalisti spagnoli – e non solo – stanno riprendendo continuamente sperando di ricevere quanto prima buone notizie.

Jose Angel Quiros – soccorritore con più di 21 anni di esperienza – ha confermato che il nuovo pozzo è stato abbassato maggiormente, per arrivare quanto più possibile alla posizione esatta di dove si trova Julen (il nuovo ha una lunghezza di 80 metri e i soccorritori inizieranno a lavorare ad un livello di 73 metri).

Ma ci sono molti problemi legati a questo soccorso, oltre a quelli già riscontrati negli scorsi giorni: sempre come definito da Quiros calarsi all’interno di questo pozzo è decisamente pericoloso, considerando il fatto che non sapranno quale tipologia di roccia andranno a rompere.

Nella sua ultima intervista il soccorritore ha evidenziato che prima di ogni “missione” loro sanno sempre cosa dovranno affrontare, mentre in questo caso si scopre tutto man mano che si lavora. Proprio in questo terreno esiste una tipologia di roccia  – Ardesia – che non si può picconare a mano (e non solo) tanto da far rimbalzare lo strumento utilizzato. 

Raul Perez Lopez – speleologo e scienziato – ha aggiunto che il terreno è ricco di granito, rocce metamorfiche e ogni tipologia difficile da rompere e scalfire. I soccorritori che stanno scendendo all’interno del tunnel hanno in dotazione gli utensili manuali come piccone, pala e martello pneumatico: non avranno spazio utile per fare dei movimenti naturali e – nella maggior parte del tempo – dovranno restare in ginocchio e valutare la strategia sul momento. 

I problemi di ossigeno

I soccorritori avranno in dotazione, inoltre, delle bombole per l’ossigeno – così che l’aria espirata non si disperda all’esterno ma riciclata e riutilizzata grazie al particolare macchinario.

In un primo momento respireranno ossigeno puro, mentre man mano che scenderanno avranno un riciclo dello stesso ottenendo grande autonomia.

LE IMMAGINI DEL RECUPERO IN DIRETTA VIDEO