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Ru486, pubblicate le nuove linee guida sulla pillola abortiva

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Il ministero della Salute ha stilato le nuove linee guida relative all’utilizzo della pillola abortiva Ru486.

Ru486 pillola abortiva

La pillola abortiva Ru486 potrà essere somministrata entro le 9 settimane di gravidanza e non sarà più obbligatorio il ricovero.

Le nuove linee guida

Pillola abortiva Ru486: arrivano le nuove linee guida del Ministero della Salute attraverso una circolare ministeriale. In particolare, non sussiste più l’obbligo di ricovero dopo aver assunto la pillola. Cambia anche il termine massimo entro cui assumere la pillola ovvero entro le 9 settimane di gravidanza.

Il Consiglio Superiore di Sanità aveva dato un nuovo parere, pubblicato il 4 agosto scorso, in cui si raccomandava, tra le altre cose, come si legge su Ansa, di:

“effettuare il monitoraggio continuo ed approfondito delle procedure di interruzione volontaria di gravidanza con l’utilizzo di farmaci, avendo riguardo, in particolare, agli effetti collaterali conseguenti all’estensione del periodo in cui è consentito il trattamento in questione”.

Non sono mancate le polemiche

L’Aifa approvò la Ru486 nel 2009. Il ministro della salute quell’anno, era Maurizio Sacconi. La sua somministrazione era possibile soltanto previo ricovero per tre giorni. Alcune regioni, invece, prevedevano già una sorta di day hospital, per consentire il monitoraggio.

Subito dopo la prima somministrazione, abortisce il 5% delle donne. Soltanto 48 ore dopo, generalmente, iniziano le contrazioni e viene espulso l’embrione. Il processo non è semplice e alcune donne potrebbero comunque dover ricorrere alla chirurgia.

Una delle regioni italiane ad eliminare anche il day hospital è stata l’Umbria, con la governatrice Donatella Tesei. Per questo, Roberto Speranza, Ministro della Salute, ha chiesto un parere al Consiglio Superiore di Sanità, che ha consentito la rimozione del vincolo.

I contrari all’aborto e, in generale i pro life, non hanno visto di buon grado le nuove norme. Evitando l’ospedalizzazione, infatti, credono che il percorso abortivo ricada esclusivamente sulle donne, lasciate senza una adeguata vigilanza.