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Roma, i giardini che nascono dal connubio tra natura e archeologia

Il 18 febbraio ha aperto i battenti il parco, dove tra un gioco e una passeggiata, si possono ammirare le tracce della storia millenaria della capitale.

Nuovi giardini Roma
Giardini a San Giovanni

Ritorna più verdeggiate di prima l’area a cielo aperto, dove i giochi si alternano ai reperti archeologici.

Un grande prato nel cuore di Roma

I lavori hanno coinvolto i 9000 metri quadrati, puntellanti dai nasoni romani sgorganti di acqua fresca.

Precisamente il vasto pratone si trova a ridosso delle Mura Aureliane, espressione della potenza dell’impero romano e tra le cinte murarie più longeve del mondo, e dinanzi la maestosità della facciata della basilica di San Giovanni disegnata da Alessandro Galilei.

La riqualificazione ha rinfoltito il giardino. Sono stati piantati nuovi arbusti e alberi in sintonia con luogo, tra cui i cipressi che svettano nella parte centrale.

Ma il lavoro è stato molto ampio e acuto, non limitandosi alla cura del verde, bensì a un connubio tra natura e archeologia.

Le stratificazioni millenarie sono state portate in superficie.

È Daniela Porro, sovrintendente speciale, a raccontare, ad esempio, come la sequenza ritmica dei cipressi, riporti sul suolo la sequenza dell’antico colonnato sottostante, realizzato dell’imperatore Claudio.

Per chi non abita nei pressi della basilica papale è molto agevole raggiungerla. Infatti questa è probabilmente la zona capitolina più collegata con ogni altra parte di Roma, attraverso le numerose linee di autobus e metropolitane (qui le metro A e C si incontrano).

Un luogo di ritrovo per i cittadini

Così sul colle dov’era quell’antica entrata capitolina affiancata da torri cilindriche, la torre Asinara, c’è un nuovo posto per trascorrere piacevolmente le belle giornate.

I lavori sono stati condotti in concertazione tra Roma Capitale, Sovrintendenza speciale archeologica belle arti e paesaggio di Roma, metro C e Roma Metropolitane.

In occasione dell’inaugurazione la sindaca Virginia Raggi afferma che è si tratta di restituire un “un luogo di ritrovo” ai cittadini.

Soprattutto di questi tempi, in cui l’immersione nel verde, rimanendo in città, ha acquistato più valore di sempre per tutti, grandi e piccini.