Home Casi Roberta Ragusa, “Ho perso un figlio e Antonio..”: spunta un diario scritto...

Roberta Ragusa, “Ho perso un figlio e Antonio..”: spunta un diario scritto a penna

CONDIVIDI

Emerso un diario in cui Roberta Ragusa scrisse strazianti pensieri che riguardavano anche la sua difficile vita di coppia.

Caso Ragusa: spunta diario segreto

Una scoperta che potrebbe avere conseguenze importanti per il giallo che ancora aleggia attorno alla scomparsa di Roberta Ragusa. Ecco cosa scrisse nel suo diario segreto.

Roberta Ragusa perse un figlio: cosa emerge dal diario scoperto solo ora

Siamo abituati ad immaginare Roberta Ragusa con il suo bel sorriso e i suoi limpido occhi penetranti come appariva nelle molte foto che in questi anni sono state pubblicate.

Ma la mamma scomparsa da San Giuliano Terme la notte tra il 13 ed il 14 gennaio 2012 custodiva dei segreti dolorosissimi che riguardavano la sua vita famigliare.

Oltre a quanto emerso negli anni durante le immagini, ovvero i rapporti tesi tra lei ed il marito negli ultimi tempi.

Tra i due si era creato un divario a causa della relazione che Antonio Logli portava avanti da tempo con Sara Calzolaio, a quel tempo segretaria dell’autoscuola di proprietà di Logli.

Considerando tali difficili rapporti, unitamente ad una testimonianza in particolare, gli inquirenti hanno indicato proprio il marito Antonio Logli come il colpevole di omicidio e distruzione di cadavere.

Nessuno ha mai trovato il corpo di Roberta né indizi certi ma la donna è stata formalmente dichiarata morta.

Ora però spunta un ulteriore elemento che può gettare nuova luce sul caso: un diario segreto di Roberta.

Tale diario risalirebbe al 1995, e riporta un evento dolorosissimo che colpì Antonio e Roberta, allora appena 28enne, nei loro primissimi anni di matrimonio.

Come riporta integralmente il settimanale Giallo n’6, la Ragusa racconta di aver perso il bambino che portava in grembo. Si trattava del primo figlio, ed era il 31 agosto del 1995.

La donna fu costretta ad abortire per una malformazione del bimbo incompatibile con la vita: l’anencefalia. Nonostante l’inevitabilità dell’evento Roberta non riusciva a darsi pace e soffriva immensamente e da sola.

“Il mio bambino è morto.. Lo hanno dovuto ammazzare.. Piango molto.. MI sento così sola.. “

Scriveva la donna che pochi anni dopo divenne mamma dei suoi due adorati figli Daniele ed Alessia.

“Avevo incentrato la mia esistenza sul bambino.. Adesso è come se una parte di me fosse morta. Geova, fa che abbia un bambino sano Ti prego!”

Tale documento è importantissimo poiché mostra una Roberta dedita in tutto e per tutto alla nuova vita che portava in grembo.

È impensabile dunque immaginarla allontanarsi anni dopo da casa ed abbandonare i figli tanto desiderati come hanno sempre sostenuto i famigliari di Roberta. Per loro, la donna è stata uccisa.

Roberta nel diario parla di Antonio: la rivelazione

Ma c’è di più. Il diario contiene anche riferimenti specifici al rapporto tra marito e moglie, anche in quell’occasione così difficile.
Invece di unirli, quell’esperienza pareva aver accentuato la loro distanza.

Roberta accusa Antonio di avere poca attenzione verso di lei ed il suo dolore, tanto da dover sfogarsi da sola, piangendo.

“Mio marito non mi aiuta.. È tutto preso dai suoi impegni.. Oggi è il nostro quarto anniversario di matrimonio.. Antonio se n’è andato senza neanche dirmi ciao”.

Antonio Logli si difende dal carcere: “Soffrivo anche io”

Antonio Logli ha però voluto rispondere a tale documento riportato quasi interamente dai media. L’uomo si trova in carcere a Massa, dove sta scontando la pena definitiva di 20 anni e dove ha annunciato di sposare prossimamente la sua compagna Sara Calzolaio.

“È stato devastante per entrambi, ricordo benissimo il nostro dolore”.

Logli spiega di aver sofferto immensamente ma di essersi trovato spiazzato di fronte alla sofferenza sempre crescente della moglie. Ricorda di aver provato a spronarla ma di aver avuto paura di aver perso anche lei.

La criminologa Anna Vagli, consulente del marito di Roberta, pone l’accento sulla grande ferita provocata anche nelle persone vicine alla Ragusa, che però lei allontanò, compreso Logli e la stessa madre di Roberta,

Roberta si chiuse davvero in se stessa allontanando il marito sempre più? O tale dolore mostra che mai avrebbe potuto abbandonare i suoi figli anni più tardi?

Il pool difensivo di Logli è pronto a chiedere la revisione processuale sulla base, così pare, di una testimonianza chiave che ancora andrebbe vagliata.

Attorno al caso però restano ancora molte ombre e nessuna certezza sulla fine della povera Roberta Ragusa.