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Roberta Ragusa, “Ha urlato, costretta con la forza”: emergono i terribili dettagli su Antonio Logli la notte della scomparsa

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Antonio Logli ha agito in maniera sistematica quella notte quando Roberta Ragusa è scomparsa. Ora le motivazioni della sentenza fanno emergere dettagli agghiaccianti

Roberta Ragusa
Roberta Ragusa

Sono emerse le motivazioni della sentenza per l’omicidio di Roberta Ragusa con l’accusa per il marito Antonio Logli a 20 anni di reclusione.

Le motivazioni della sentenza di Logli

La Cassazione ha fatto emergere la motivazione della sentenza su Antonio Logli, condannato per omicidio e occultamento di cadavere a 20 anni di reclusione.

Secondo il documento di 50 pagine i giudici hanno evidenziato – come riporta anche il Tirreno e la Nazione -:

“la vittima aveva disponibilità di denaro, derivante dalla gestione dell’autoscuola. logli non aveva intenzione di separarsi”

Per questo motivo il marito non avrebbe voluto separarsi dalla moglie, nonostante la sua relazione con Sara Calzolario, al fine di non dover creare dei pasticci economici che avrebbero portato ad un disagio:

“la condanna definitiva si fonda su solidi argomenti, nonostante il cadavere non sia stato mai ritrovato”

Uno scenario quindi che vede liti e disagi non solo per la relazione clandestina ma anche per motivi di natura economica.

La ricostruzione della notte della scomparsa della Ragusa

Nel documento di 50 pagine si ripercorre anche quanto accaduto in quella terribile notte che va tra il 13 e 14 gennaio 2012 evidenziando che la vittima stava eseguendo attività casalinghe ordinarie, in pigiama (come descritto dalla figlia Alessia), prima di andare a dormire.

Nello stesso tempo l’uomo era in soffitta per una conversazione segreta con l’amante Sara Calzolaio alle 00.17: una telefonata interrotta bruscamente. E’ questo il momento secondo i quali i giudici credono sia accaduto qualcosa di molto grave, che avrebbe portato ad una litigata e delle minacce

“lei aveva improvvisamente abbandonato l’abitazione senza indossare altri indumenti”

Forse come timore per la propria incolumità che la spinge a scappare in mezzo ai campi. Dal documento si evince che il marito in quel momento ha preso la sua auto recandosi – nonostante lui abbia detto di essersi coricato e non accorto di nulla – a cercare la moglie. Cambia auto essendo stato visto da alcuni testimoni e riesce ad incontrare la moglie (come da conferma del cane molecolare che ha fiutato la presenza della donna):

“costretta con la forza a salire in auto, venendo visto e sentito da gozi, mentre la gombi ha percepito le grida senza sapere da dove provenissero”

Di seguito portata in un luogo ignoto e fatta sparire nel nulla – almeno sino a questo momento.