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Roberta Ragusa, la lettera dei figli a Quarto Grado: “Mettono in discussione il bene per nostra madre”

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Il caso di Roberta Ragusa a Quarto Grado con la lettura della lettera scritta dai figli che puntano il dito su quanto detto sino ad oggi.

Roberta Ragusa, la lettera dei figli a Quarto Grado: "Mettono in discussione il bene per nostra madre"

I figli di Roberta Ragusa scrivono a Quarto Grado per mettere nero su bianco alcune questioni sollevate in questi anni, soprattutto dopo la loro apparizione televisiva.

La decisione di Antonio Logli

Logli è in carcere dalla notte del 10 luglio 2019 e da quel giorno urla la sua innocenza in merito alla sparizione e il possibile omicidio della moglie, per la quale non è mai stato ritrovato il corpo. Come da sua ultima intervista:

“sono innocente, non ho ucciso mia moglie. non sono una persona violenta e non ho mai litigato con nessuno. sono completamente estraneo alla sparizione di Roberta che manca ogni giorno sia a me che ai miei figli”

Le sue parole dirette in una lettera di Quarto Grado, dove ha messo nero su bianco la sua decisione:

“Ho deciso di rivolgermi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo”

Questo è il Tribunale internazione di Strasburgo dove ci si rivolge se il detenuto sostiene di essere stato vittima di una violazione in termini dei propri diritti da parte dello Stato stesso. Secondo Logli c’è stato un errore giudiziario e il suo avvocato difensore dovrà quindi evidenziarlo: ma come?

La lettera dei figli di Logli e Ragusa

Daniele e Alessia Logli hanno scritto alla trasmissione di Rete Quattro Quarto Grado per ribadire alcuni concetti fondamentali. I due ragazzi sono stati “accusati” a seguito della loro apparizione televisiva, di essere stati plagiati dal padre in qualche modo:

“chi mi accusa sta mettendo in discussione il bene che ho sempre voluto a mia madre, e di questo si deve vergognare”

Queste le parole di Daniele che si aggiungono a quelle di Alessia:

“papà non mi ha mai educato e fatto crescere secondo il suo pensiero. sia io che mio fratello abbiamo pensieri indipendenti l’uno dall’altro”