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Risponde alla richiesta di smart working con il lancio dello smarthphone in faccia: denunciato

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Sono sempre di più le aziende che hanno introdotto lo Smart Working o Lavoro Agile, nel proprio modus operandi, ma in alcuni casi richiederlo potrebbe essere rischioso.

I fatti relativi alla richiesta di Smart Working risalgono a fine novembre.

Uso improprio del cellulare

Ogni lavoro può portare momenti di stress e nervosismo, la pandemia certamente non ha aiutato, anzi. E il lavoro d’ufficio non è certo esente da problemi spesso risolti alzando la voce.

Una soluzione non consiste certo nel lanciarsi contro oggetti di cancelleria, ce ne sono di pericolosi come una spillatrice, lo stesso dicasi di un cellulare. Ma questo è quanto accaduto a Firenze tra una segretaria e il suo capo.

Questo è quanto riferisce Leggo, e come riportato dalla denuncia della segretaria del direttore di Confindustria Firenze Leonardo Bandinelli.

Di persone indagate per i fatti di cui sopra non se ne ha al momento notizia, dovrà essere la magistratura a dover decidere se “l’incidente lavorativo” richiede l’avvio di indagini.

Smart working no, malattia sì

La segretaria di presidenza e di direzione, dopo 32 anni di lavoro in Confindustria Firenze, stando a quanto riferisce il quotidiano, si trova ora non in smart working come in precedenza richiesto, ma in malattia da due mesi.

Questo fermo lavorativo è stato richiesto dalla donna per le lesioni al volto e agli occhi causate dallo smartphone che le è arrivato sul volto.

Nella denuncia, la donna avrebbe segnato in Bandinelli l’autore del gesto: l’uomo le avrebbe lanciato in volto il cellulare nel corso di una discussione.

Il motivo del gesto sarebbe da imputare alla richiesta della segretaria di poter lavorare in smart working.

La discussione, poi degenerata, sarebbe avvenuta il 26 novembre 2020. In seguito al gesto il direttore si sarebbe anche scusato, andando in farmacia per acquistare quanto necessario per eseguire una medicazione.

Tuttavia la donna a causa dell’emergenza Covid si è recata al pronto soccorso, come riportato dalla denuncia.

Ad accompagnare la donna in una clinica privata di Firenze dove è stata medicata è stato lo stesso Bandinelli.

Solo nei giorni successivi la donna ha scoperto che, secondo il racconto di Bandinelli al presidente di Confindutria, lei avrebbe sbattuto da sola in ufficio.
Il tutto era stato riferito al Corriere della Sera da Leonardo Bandinelli come:

“una circostanza del tutto accidentale e sfortunata”.

Tuttavia riferisce l’avvocato della donna, il telefono è stato lanciato due volte, una della quali verso un’altra segretaria.

La seconda donna colpita ha deciso di sporgere denuncia.

Come ha avuto modo di dichiarare l’avvocato della parte lesa, ‘non si tratta di una mera denuncia per lesioni colpose‘, occorre anche valutare lo svilimento del rapporto di lavoro, oltre che un senso di impunità dovuto al rapporto di superiorità gerarchia.