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Rigopiano, udienza rinviata a fine settembre: la protesta dei familiari fuori dall’aula

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I parenti delle vittime di Rigopiano sono arrivate in aula vestiti con il viso delle vittime ma tutto è stato rimandato a fine settembre. Ma cosa è successo?

Rigopiano
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Rigopiano è ancora un caso terribile la quale giustizia non è ancora stata fatta e oggi il tribunale ha rimandato l’udienza a metà settembre. Ecco cosa è accaduto

L’udienza per la tragedia di Rigopiano

Erano pronti da mesi, si sono riuniti e hanno pianto ancora per quello accaduto ai loro familiari in quell’Hotel e il loro dolore che ha lacerato ogni parte del corpo è anche un po’ di tutte le persone che hanno vissuto tutto, seppur da casa.

Tutte le famiglie delle vittime oggi si sono riunite per chiedere giustizia durante l’udienza preliminare che si è svolta a Pescara, rimandata però al 27 settembre al fine che tutti i documenti possano essere valutati e rivisti.

Un duro colpo, perché si pensava che almeno una prima parte sarebbe andata avanti. 24 persone indagate insieme ad una società che dovrebbero andare a processo, per quella strage del resort dove sono morte 29 persone e le altre sono state liberate da sotto le macerie dopo tanto tempo.

Un tempo interminabile, considerando che “a valle” sembrava che nessuno volesse dar credito alle parole di chi chiedeva aiuto, spiegando la situazione.

Familiari che sono arrivati in aula con le magliette dove c’erano impressi i volti dei loro cari che cercano solo giustizia e verità.

La protesta dei familiari delle vittime

Una lunga protesta sia fuori dall’aula e sia dentro, dove il padre di Cecilia ha raccontato:

“siamo ammassati e c’è un solo microfono. venti sedie…ma siamo 150”

Il rinvio è stato come una doccia fredda e sino al 27 settembre non si saprà nulla.