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Riforma Pensioni 2022: verso una nuova flessibilità dopo quota 100

Adeguamenti in arrivo per le pensioni con uscita anticipata di 5 anni nel decreto sostegni bis, Draghi sembra voler puntare a nuove formule di flessibilità delle pensioni.

La domanda che tutti si stanno facendo è cosa accadrà alla riforma pensioni una volta archiviata Quota 100 a dicembre prossimo? Da mesi si fanno avanti nuove proposte volte a garantire flessibilità in uscita ai lavoratori prossimi alla pensione.

Riforma Pensioni governo Draghi

Sono diverse le ipotesi che prendono piede per sostituire Quota 100 e quelle per il momento archiviate o meno sostenibili.

Il governo Draghi intanto si prepara a varare aiuti che viaggiano intorno ai 40 miliardi di euro, al fine di sostenere imprese, professionisti, sanità e servizi sul territorio.

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La possibilità di uscita anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi, concessa fino al 31 dicembre 2021 dall’opzione voluta dalla Lega e introdotta dell’ex governo Conte 1, volge al termine.

Nel pacchetto lavoro, sono previste oltre alle uscite anticipate e agevolate dei lavoratori, il sostegno all’occupazione in un ottica che riguarda egli obiettivi del contratto di espansione che vede fornire incentivi alle aziende che intendano agevolare un auspicabile ricambio generazionale.

Inoltre nell’ultima bozza del decreto, si parla anche di un sostegno destinato per ricollocare quanti al termine del blocco dei licenziamenti resteranno senza lavoro.

Pensioni anticipate: chi può aderire all’uscita agevolata

La crisi del mercato del lavoro dovuta al Covid, ha creato la necessità di garantire formule di uscita anticipata, un argomento che resta quanto mai attuale e prioritario.

Sono previste nella norma ritocchi circa il contratto di espansione che dovrebbe far scendere la soglia delle imprese che possono accedere a questo strumento fino a 100 dipendenti, l’attuale limite minimo prevede le 250 unità.

Come riportato tra gli altri anche da Blasting news ai lavoratori cui mancano non più di 5 anni dalla pensione di vecchiaia (dai 62 anni di età) o con almeno 37 anni e 10 mesi di contributi, il meccanismo che ha come obiettivo è l’agevolazione sulla pensione anticipata, consentirà loro di poter lasciare il lavoro da subito a condizione che l’azienda per la quale prestano lavoro, abbia i requisiti dimensionali e si possa giungere ad un accordo con i sindacati per l’esodo.

Da quanto sta emergendo il governo Draghi sembrerebbe intenzionato ad anticipare e allargare, i benefici dell’uscita prima di 5 anni già nel Sostegni bis, e questo senza dover necessariamente attendere la legge di Bilancio 2022.

Secondo le prime stime sul taglio delle pensioni scaturite dal minor numero di anni di contributi versati e dall’applicazione di un coefficiente più basso, per l’uscita con qualche anno di anticipo, emerge che solo con un anno di anticipo rispetto ai cinque disponibili, vedrebbe la pensione netta ridursi in media del 16%, quindi si abbasserebbe di 50 euro per ogni altro anno, una volta che si è deciso di uscire prima.