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“Massacrata e buttata viva in acqua”: la terribile ricostruzione della morte di Jessica Mantovani

Jessica Mantovani è morta ma quanto scoperto è agghiacciante, aprendo uno scenario differente da quello precedentemente ipotizzato

Jessica Mantovani
Jessica Mantovani

Come è morta Jessica Mantovani? Dopo l’autopsia la ricostruzione emersa è terribile. Ecco le nuove indiscrezioni.

La nuova ipotesi sulla morte di Jessica

La donna di 37 anni è stata trovata morta a giugno tra le grate della centrale idroelettica. Una prima indagine che si muoveva verso un incidente o possibile gesto volontario della donna adesso sembra trasformarsi in omicidio.

L’autopsia sul corpo della povera vittima aveva infatti fatto emergere una morte a seguito botte violente e non annegamento. Come si evince anche da Repubblica, sembra che la donna sia stata quindi massacrata di botte e poi gettata ancora viva all’interno della centrale idroelettrica.

La relazione sulla morte della povera donna, stilata dal consulente medico di parte, mette in rilievo cosa sarebbe avvenuto prima del terribile decesso:

“la frattura del naso, la lacerazione delle labbra sono state provocate da percosse. stesso discorso per la frattura trovata all’altezza delle costole”

I risultati dell’autopsia avevano già confermato l’ipotesi di calci e pugni contro la donna. Ciò di ancora più agghiacciante è la scoperta che la stessa fosse ancora viva quando gettata nell’acqua della centrale idroelettrica.

Le strazianti parole del padre

Il padre della vittima ha rilasciato una breve intervista al Giornale di Brescia commentando quanto emerso:

“spero che le indagini ora subiscano un’accellerata”

Gli indagati per la morte della povera donna sono due persone a piede libero, ovvero un uomo di 53 anni e uno di 23 anni con ipotesi di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

I Ris portano avanti le indagini anche a seguito del rilevamento di sangue trovate nel baule dell’auto del sospettato di 23 anni. Non solo, perché sempre nella stessa auto sono stati trovati degli occhiali che potrebbero essere proprio quelli indossati dalla vittima.