Home News Ricciardi e la sua richiesta di lockdown divide esperti e politici

Ricciardi e la sua richiesta di lockdown divide esperti e politici

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Walter Ricciardi ha chiesto a Speranza un lockdown duro in tutta Italia. Una richiesta che ha destato approvazioni, da un lato, e polemiche dall’altro.

Ricciardi lockdown

Il consigliere del Ministro della Salute Ricciardi sarebbe disposto anche a farsi da parte se considerato poco utile.

Pareri discordanti

Il consigliere di Speranza, Walter Ricciardi ha chiesto a gran voce, in questi ultimi giorni, un nuovo lockdown stringente in tutta Italia. Una richiesta, la sua, dovuta anche all’arrivo delle nuove varianti.

Tra le sue dichiarazioni, ad esempio, quella che nella giornata di ieri è stato al ristorante, facendosi dare una saletta privata. Nella sala normale, però, ha notato che la situazione era a rischio contagio.

“sono considerazioni che lascio alla politica. Se posso essere utile al Paese con i miei consigli, lo faccio a livello internazionale e lo faccio anche in Italia. Altrimenti mi faccio da parte”.

Ha affermato Ricciardi, come ha riportato Ansa.

Contrari alla sua proposta molti esponenti politici tra cui Salvini, Meloni e Toti. Tra gli esperti, invece, si è detto favorevole Crisanti. Ha detto lo stesso anche Nino Cartabellotta, della Fondazione Gimbe. Cartabellotta ha affermato che una chiusura totale, anche di soli 15 giorni, potrebbe far abbassare la curva. L’unica alternativa plausibile, secondo lui, è continuare con questo sistema stop & go.

Favorevole anche il professore Giorgio Palù il quale, come ha riportato Ansa, ha affermato che il virus potrebbe diminuire la sua minaccia se viene tenuto a bada.

L’ipotesi di lockdown

Il lockdown, secondo Ricciardi, potrebbe durare due settimane ma anche tre, quattro, dipenderà tutto dall’incidenza del virus. Fatto sta che dovrebbe essere rigido come a marzo.

Le motivazioni che spingono Ricciardi a questa considerazione, sono la gestione dell’emergenza nell’ottica di un ritorno alla normalità. Proprio come hanno fatto Cina e Australia e come stanno facendo Danimarca e Germania.

Inoltre, c’è la questione varianti. Ad esempio, quella brasiliana può originare reinfezioni,. La sudafricana, invece, sembrerebbe essere più resistente al vaccino AstraZeneca.