Home News Report shock: 47 navi da crociera inquinano più di tutte le auto...

Report shock: 47 navi da crociera inquinano più di tutte le auto d’Europa

CONDIVIDI

La drammatica scoperta è stata fatta tramite una ricerca che ha quantificato i livelli di emissione di questi colossi del mare.

inquinamento navi da crociera

Dai dati emergono livelli altissimi di inquinamento, con effetti negativi sulle principali città europea, tra cui Venezia e Barcellona.

Lo studio sulle navi da crociera

Un report shock quello emerso in uno studio sull’inquinamento pubblicato da Transport ed Environment, che riunisce le principali associazioni che si occupano di inquinamento ambientale.

Secondo i dati che hanno studiato le emissioni delle navi da crociera, una flotta di 47 navi della compagnia Carnival Corporation, di cui fa parte anche l’italianissima Costa Crociere, emette annualmente una quantità di ossidi di zolfo che supera di ben 10 volte quella emessa da tutte le auto presenti in Europa.

In molte città, come Barcellona e Venezia, questi colossi del mare rappresentano un veicolo di inquinamento spesso sottovalutato.

“le amministrazioni limitano la circolazione delle automobili diesel più inquinanti, ma accolgono navi da crociera alimentate da alcuni tra i carburanti in assoluto più sporchi”,

è il duro commento di Faig Abbasov, coordinatore del gruppo che ha stilato il rapporto.

Le possibili soluzioni

Le emissioni inquinanti, però, non si limitano soltanto agli ossidi di zolfo, ma anche alle polveri sottili, ossidi di azoto e PM2.5, tutti corresponsabili anche di gravi patologie, quali cancro ai polmoni, asma infantile e morte prematura.

Le navi da crociera sono alimentate con dei carburanti che sono  i più inquinanti in assoluto. Limitare la circolazione delle auto diesel, consentendo nei porti cittadini l’attracco dei giganti del mare, sembra una contraddittorietà piuttosto evidente, secondo Abbasov.

Le possibili soluzioni per inquinare meno sono molteplici: idrogeno per l’alimentazione e batterie per coprire le distanze più brevi. Finora, però, questo passaggio ad emissioni meno inquinanti sembra essere rimasto soltanto un’utopia.