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Regno Unito, pronto per la fase due: al via il test e tracciamento

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Il Regno Unito si prepara alla fase due che dovrebbe partire il prossimo 1 giugno, tra test ed app per il tracciamento.

Regno Unito

A partire da oggi, ogni cittadino del Regno Unito potrà ricevere una chiamata in cui gli sarà imposta la quarantena obbligatoria.

La lotta alla pandemia

La lotta alla pandemia, messa in campo dal governo Boris Johnson nel Regno Unito fa discutere. Da questa mattina, infatti, sarebbe attivo il sistema test trace e 20 mila segugi. Un sistema che deve essere affinato poiché è stato frettolosamente lanciato dal governo a causa di diverse pressioni. Ma anche perché la fase due è ormai vicina: inizierà, infatti, lunedì 1 giugnoUna fase due che consentirà la riapertura dei negozi all’aperto e delle concessionarie auto. Il 15 giugno, invece, potranno riaprire tutti gli altri. Ovviamente, il tutto nel rispetto del distanziamento sociale. Le attività di ristorazione restano, per il momento chiuse come pure i parrucchieri. Per le birrerie si pensa ad un’esenzione nei giorni che verranno.

Ogni cittadino del Regno Unito potrebbe ricevere una telefonata in cui gli si impone la quarantena obbligatoria di 14 giorni. Una chiamata, ovviamente, motivata dal fatto che la persona ha manifestato sintomi e si è messo in contatto con i sanitari. La persona sarà seguita da uno dei 20 mila segugi che lo seguirà e gli chiederà circa i suoi contatti più prossimi degli ultimi giorni (da 2 a 7), dopo la comparsa dei sintomi, per almeno quindi minuti. Anche in questo caso, ci si affiderà al senso civico dei britannici per ottenere risposte veritiere.

Le polemiche

Se non si dovesse rispettare la quarantena imposta, ad extrema ratio, potrebbero essere previste sanzioni. Anche se si fa affidamento sul buon senso dei cittadini, si teme che ci siano dei problemi di privacy. Qualcuno potrebbe essere poco propenso a diffondere i nomi delle persone con cui ha avuto a che fare. Si potrebbe anche segnalare qualche conoscente che non sta tanto simpatico per imporgli l’isolamento.

Fa discutere anche l’app che, in questi giorni, è in fase di sperimentazione sull’isola di Wight. Un’app di tracciamento che, nonostante gli sforzi, non sembra essere ancora pronta. Forse, lo sarà la prossima settimana. Ad assicurarla è il ministro Hancock. Anche questa volta, l’utilizzo sarà su base volontaria. Una app track and trace che si appoggia sul bluetooth degli smartphone e segnala la presenza di possibili infetti a due metri di distanza.

Un altro punto che fa discutere è la quarantena obbligatoria per chi entra nel paese a partire dall’8 giugno. Una quarantena considerata inutile poiché il picco dei contagi sarà passato. A scagliarsi contro questo provvedimento ben 40 deputati conservatori.