Home Cronaca Reggio Calabria, indagati un sindaco e 5 funzionari per la gestione del...

Reggio Calabria, indagati un sindaco e 5 funzionari per la gestione del centro migranti

CONDIVIDI

Tra gli indagati per la gestione poco trasparente e dispendiosa del centro migranti un sindaco e due funzionari di Reggio Calabria.

Reggio MigrantiUna gestione a dir poco deficitaria del centro migranti, sarebbe questa l’accusa mossa dai carabinieri della Compagnia di Taurianova con il coordinamento della Procura di Palmi. Tra i sei indagati spiccano sopratutto i nomi di Orlando Fazzolari, sindaco di Varapodio e alcuni funzionari della Prefettura di Reggio Calabria.

Andando nello specifico gli inquirenti avrebbero constato una gestione dispendiosa, discrezionale e poco trasparente del centro di accoglienza della predetta città.

Coinvolti nell’indagine due funzionari della Prefettura di Reggio

Indagati nell’operazione denominata “Cara Accoglienza”, oltre al sindaco di Varapodio, il gestore di una compagnia cooperativa, due titolari di negozi d’abbigliamento ed altrettanti funzionari della Prefettura di Reggio Calabria.

Diversi i capi d’accusi mossi dalla Procura a favore dei sei responsabili: abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, truffa ai danni dello Stato e peculato e falso ideologico. Inoltre, solo quest’ultimo sarebbe stato contestato dagli indagati.

Il centro è sorto nell’ex agriturismo Villa Cristina

Il centro di accoglienza migranti in questione è quello realizzato a Varapodio nell’ex agriturismo Villa Cristina. In funzione dal settembre del 2016 all’aprile 2018, la struttura a favore dei migranti è nata grazie ad una convenzione stipulata fra la Prefettura di Reggio ed il Comune nel quale sorgeva la struttura.

Dagli accertamenti delle indagini sono fuoriuscite diverse irregolarità. Come predetto, una gestione discrezionale della struttura la quale avrebbe creato poca trasparenza, sopratutto per quanto riguarda gli affidamenti dei servizi e le forniture alle imprese. Ma non solo, persino l’assunzione di collaboratori che si occupavano della gestione dei migranti sembra deficitaria.

Sicuramente l’imputato nella posizione più grave è il sindaco Fazzolari, il quale avrebbe concesso affidamenti diretti con le imprese senza consultare il Consiglio Comunale.